Fontivegge resta mercato a cielo aperto della droga: tra i clienti anche gli studenti, la mappa dello spaccio

I prefetti di Perugia e Terni ascoltati in Commissione regionale. Il punto sulla situazione a Perugia. Sette i morti per droga dall'inizio del 2018

Lo spaccio a Perugia si concentra soprattutto nella zona ferroviaria: Fontivegge, con le sue vie di comunicazione e approdo di consumatori soprattutto italiani, ma anche studenti, in un mercato della droga gestito da nordafricani e albanesi. I vettori ferroviari Foligno – Roma e Terontola – Firenze, sono quelli più utilizzati per venire a Perugia, comprare droga, consumarla in loco e infine ripartire. Perugia, ma anche Terni, agevolati dalla presenza da comunicazioni stradali e ferroviarie si collocano così nel mercato del consumo degli stupefacenti.

E’ la fotografia scattata nel corso della Commissione d’inchiesta presieduta da Giacomo Leonelli  sulla “criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità della vita”, alla quale hanno preso parte i due prefetti di Perugia e Terni, Claudio Sgaraglia e Paolo De Biagi. Nel corso dell’audizione – scritto in una nota-  è stato spiegato che alcuni reati, come lo spaccio, non vengono denunciati a differenza di furti e violenze. E quindi la variabilità dei dati rispetto a questo crimine dipende dall’incisività dell’azione di contrasto svolta dalle forze di polizia.  Paradossalmente il dato scende in assenza di controlli e repressione.

Durante i temi trattati è emerso che l’azione di contrasto contro il fenomeno dello spaccio si muove su più fronti: dall’implemento dei carabinieri con l’arrivo di 23 militari alla prevenzione come il Progetto scuole sicure in cui vengono svolti controlli anche con le unità cinofile, In particolare i carabinieri recentemente assegnati a Perugia saranno destinati proprio contro il traffico di droga. Uno strumento importante, ma non basta. Un ruolo cruciale è infatti il recupero delle periferie degradate, luoghi in cui spesso si annida lo spaccio e la microcriminalità. Ma anche repressione degli esercizi commerciali dove viene venduto alcol fuori dalle regole. 

I DATI Secondo le fonti istituzionali, nella provincia di Perugia, nel 2017, ci sono stati 6 i morti per overdose, mentre nei primi dieci mesi del 2018 sono stati 7, correlati all’assunzione di eroina, a volte associata ad altre droghe. In prefettura sono stati segnalati 97 assuntori di sostanze stupefacenti. 

Al termine dell’incontro, il presidente Leonelli ha raccolto le indicazioni emerse dal dibattito prefigurando la richiesta alla Giunta regionale di stanziamenti aggiuntivi, nel Documento di economia e finanza regionale, in favore dei progetti legati al contrasto delle dipendenze tra gli studenti e i giovani umbri.  Da qui la richiesta al presidente della Terza commissione, Attilio Solinas, di prevedere una ricognizione sull’attuazione dei progetti regionali rivolti agli studenti. 

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