Farmacie, il Comune non vende ai privati. Piano di rilancio

Nonostante le liberalizzazioni imporranno a Perugia 17 nuove farmacie private, Palazzo dei Priori ha deciso di rendere le proprie più commerciali ma senza inseguire l'utile a tutti i costi

Le farmacie comunali sono il fiore all’occhiello del Comune di Perugia. Rappresentano uno dei pochi enti completamente pubblici che produce utili, portando denari nelle casse comunali e offrendo servizi medici e di assistenza alle famiglie a basso reddito. Ma ora con le nuove liberalizzazioni del Governo in fatto di farmacie private – aumentate le concessioni – il Consiglio comunale sta discutendo sull’ipotesi di rilanciare il proprio servizio farmaceutico modificando lo statuto al fine di renderle più competitive rispetto al nuovo mercato.

A Perugia si passerà con le liberazioni dalle attuali 42 farmacie (una ogni 4000 abitanti) alle future 59 (una ogni 3000). Tutte le nuove farmacie saranno comunque private. “Il cambiamento basilare – ha spiegato il consigliere comunale del Pd Sauro Bargelli durante la fase di studio in commissione -  che intendiamo proporre è principalmente uno: siamo passati da una situazione di sostanziale monopolio ad un sistema di piena concorrenza.

Dunque occorre innovare lo statuto per dare un nuovo volto all’azienda onde affrontare il mercato con opportuni strumenti. La necessità principale è di inserire altre funzioni, soprattutto quella imprenditoriale, tenendo conto che quella sociale, oggi predominante, non può più consentire alle Afas di sopravvivere nel nuovo mercato”.

Il fine  delle Farmacie pubbliche rimane comunque sempre il servizio da garantire ai cittadini, ma con modalità di tipo imprenditoriale, e non certo il lucro. Insomma si cerca di cambiare per non morire. Ma la cosa più importante è che tra le righe si capisce la volontà dell’amministrazione comunale di non privatizzarle come si era già prospettato.

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