Farmaci spariti dal dispensario dell'ospedale di Foligno, due dipendenti pubblici nei guai

Secondo l'accusa avrebbero sottratto emoderivati per 40mila euro, facendo sparire anche i documenti di consegna dei pacchi di medicinali

Ammanchi per migliaia di euro e confezioni di farmaci emoderivati spariti nel nulla dal dispensario dell’ospedale di Foligno.

I due imputati, difesi dagli avvocati Michele Morena e Riccardo Petrone (un terzo imputato è deceduto, mentre per un quarto è stata dichiarata la prescrizione), sono accusati di peculato per “essersi appropriato, in qualità di incaricato di pubblico servizio in quanto Asl n. 2 ed addetto al magazzino del Servizio assistenza farmaceutico dell’Ospedale di Foligno, di rispettivamente n. 50 pezzi e 100 fiale di farmaci emoderivati del tipo Emoclot 1.000 UI ed Aunex, per un valore complessivo di circa 39.000 euro, di cui aveva, in ragione dell’incarico, il possesso”.

La contestazione riguarda anche l’aver “occultato, in modo tale da impedirne il rinvenimento, la documentazione attestante la consegna di detti prodotti, da ritenersi atti pubblico”. Un’altra dipendente avrebbe portato via scatole per circa 300 euro.

I Carabinieri del Nas avevano avuto delle segnalazioni sulle sparizioni e avevano sistemato delle telecamere per monitorare i sospettati. L'indagine era scattata nel 2009 ed è arrivata in tribunale adesso.

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