Le sbatte la testa contro il cruscotto dell'auto e la picchia: ex violento condannato

La vittima: "E' come se fossi di sua proprietà". L'ex compagno è stato anche condannato al risarcimento della parte civile

Un anno e quattro mesi. E’ questa la condanna inflitta dal giudice Cavedoni nei confronti di un uomo, residente nel perugino, che avrebbe tormentato la sua ex compagna con un controllo serrato sulla via vita, sui suoi spostamenti, sul suo cellulare. In una occasione avrebbe costretto la ex ad aprire lo sportello della propria autovettura all’interno della quale si era rifugiata per sfuggirgli.  Poi, minacciando di spaccare il vetro, sarebbe entrato in auto contro la volontà della donna e l'avrebbe strattonata fino a prenderle "violentemente" il cellullare dalla giacca.

Viste le resistenze della donna, l'avrebbe picchiata con schiaffi in faccia, fino a sbatterle il volto sul cruscotto e causandole lesioni con una prognosi di 16 giorni, violando inoltre la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel proprio comune di residenza.

L'imputato - secondo il capo d’imputazione - le avrebbe chiesto più volte di ritirare la denuncia, pretendendo al contempo di poterla controllare sul cellulare, pedinandola sotto casa e cercando in tutti i modi - secondo la denuncia - di assoggettarla psicologicamente, fino a creare nella donna uno stato d'ansia tanto da temere di essere aggredita nuovamente: "E' come se fossi di sua proprietà".

L'atteggiamento aggressivo dell'uomo sarebbe iniziato subito dopo la fine del loro rapporto nel 2016; non solo l'avrebbe contattata insistentemente attraverso una chat di messaggeria istantanea (tanto da costringerla a bloccare il numero) ma avrebbe continuato a tempestarla di messaggi anche sulla nuova utenza telefonica e durante gli arresti domiciliari applicatigli dal gip del Tribunale di Perugia in seguito alla denuncia sporta dalla donna.

La procura oggi in aula ha sollecitato una condanna a un anno e otto mesi. Il giudice, sciolta la camera di consiglio e all’esito della sentenza a un anno e 4 mesi, ha condannato inoltre l’imputato a una provvisionale subito esecutiva di 3mila euro oltre al risarcimento della parte civile da liquidarsi in separata sede. La donna si è costituita parte civile nel processo con l'avvocato Maurita Lombardi, l'imputato è difeso dall'avvocato Vincenzo Bochicchio. 

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