Due umbri su dieci dicono sì al ritocchino. Ma il botox fa male? Ecco la risposta degli esperti

Dopo l'esposto presentato alla procura di Torino da un dermatologo di Milano su presunte reazioni anche “gravi” della tossina presente nel cosiddetto botox, il presidente di Aiteb ha deciso di fare chiarezza in merito alla faccenda

Sono sempre più le persone che fanno ricorso alla chirurgia estetica e anche nella nostra regione in molto non vogliono rinunciare a restare perennemente giovani. Secondo gli ultimi i dati sono due su dieci gli umbri che fanno ricorso al ritocchino. Sono sempre più infatti i centri che si occupano di chirurgia estetica.

Ma il vero dilemma è: fa male oppure no? Se ne torna a parlare dopo l'esposto presentato alla procura di Torino da un dermatologo di Milano su presunte reazioni anche “gravi” della tossina presente nel cosiddetto botox. Ad intervenire in merito il presidente di Aiteb - Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino - Massimo Signorini che ha dichirato: “Ogni farmaco può produrre effetti collaterali, con maggiore o minore frequenza e con maggiore o minore gravità. Ma ogni farmaco che le aziende intendono mettere in commercio viene sottoposto dalle Autorità Sanitarie a severissimi test clinici controllati, al termine dei quali viene concessa o meno l’autorizzazione”.

“Questo iter – prosegue Signorini - ha naturalmente riguardato anche il botulino, sia sul versante estetico che terapeutico. Da un bagaglio di migliaia di articoli e dai risultati di oltre 80 ricerche cliniche controllate presenti nella letteratura scientifica internazionale emerge che la tossina botulinica è uno dei farmaci più prevedibili e sicuri. Al contrario degli effetti collaterali prodotti da molti farmaci, quelli conosciuti a carico del botulino sono sempre temporanei e reversibili”.

Ma non si ferma qui l'intervento del presidente di Aiteb “Ben vengano però ulteriori approfondimenti, ma non alimentiamo falsi miti su un farmaco i cui profili di sicurezza sono stati ampiamente dimostrati e risultano tra i più elevati in assoluto nell’ambito della farmacopea”. Nel merito, AITEB richiama però tre elementi. Innanzitutto, il numero di casi coinvolti. “Stando a quanto risulta dall’esposto, parliamo di non più di un centinaio di casi interessati da reazioni avverse negli ultimi anni, prevalentemente nel distretto perioculare, quando in Italia possiamo stimare che ogni anno si fanno oltre 250.000 trattamenti estetici con il botulino, coinvolgendo 100-150.000 pazienti”, ricorda il vicepresidente di AITEB Giuseppe Sito.

La frequenza è dunque straordinariamente bassa, dal momento che interessa un paziente su molte migliaia. In secondo luogo, la natura delle reazioni avverse. “Gli studi che hanno portato all’autorizzazione del botulino per uso estetico hanno rilevato fin dall’inizio le possibili reazioni perioculari. Esse sono ben note e catalogate, sia per natura che per frequenza. E sono complicanze spontaneamente reversibili in quanto gli effetti del farmaco sono sempre e solo temporanei. Recentemente è stata l’inglese Indipendent Healthcare Advisory Service (HIAS) a rilevare che le complicanze mediche a seguito di trattamenti con botulino sono state pari alla metà di quelle registrate a seguito dei trattamenti con i filler”, prosegue il vicepresidente  di AITEB.

Terzo, “non dimentichiamoci che in ambito estetico l’utilizzo del botulino in Italia è autorizzato dall’Aifa: risale al 2004 l’autorizzazione per l’impiego in ambito estetico per il miglioramento temporaneo dello sviluppo delle rughe glabellari di gravità da moderata a severa, in adulti di età inferiore a 65 anni; mentre è del 2014 l’autorizzazione per la zona perioculare, per attenuare le cosiddette zampe di gallina”.

Conclude Sito: “Il botulino è un farmaco e come tale deve essere trattato da medici esperti e opportunamente formati. Aiteb opera in questa direzione: formare medici che sappiamo come utilizzare un farmaco che si è rivelato utile non solo in estetica, ma anche nel risolvere casi di iperidrosi, cefalea, strabismo, blefarospasmo, e molte altri. La verifica continua della sua sicurezza è opportuna e benvenuta, ben altro è demonizzarlo ingiustificatamente e senza sostanza”.


 

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