Altri 50 impianti a biomasse in rampa di lancio: i comitati vogliono dimettere Rometti

Continua la battaglia del 'Coordinamento Regionale per le energie rinnovabili' in contestazioni alle politiche regionali di autorizzazioni per alcuni tipi di impianti di produzione di energia rinnovabili: "Vogliamo una moratoria regionale"

La piccola e verde Umbria è già da record, nella corsa alle energia rinnovabili, così come nella lotta alle speculazioni e alla tutela della salute in contrasto ad una proliferazione di impianti rinnovabili che violano, secondo i tanti comitati umbri, la normativa comunitaria.

Il 'Coordinamento regionale sulle energie rinnovabili' ha manifestato, in una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, tutte le preoccupazioni dei tanti cittadini, riuniti in più di 50 comitati sul territorio regionale, che subiscono la proliferazionie di molti impianti di energia rinnovabile.

I comitati infatti chiedono, attraverso il coordinamento, una moratoria sulle autorizzazioni, specie per gli impianti a Biomasse, e inoltre una sterzata della politica regionale, sia attraverso la raccolta firme per le dimissioni dell'assessore regionale all'ambiente Silvano Rometti, sia con i ricorsi al Consiglio di Stato e all'Unione Europea. Le dimissioni di Rometti per i comitati hanno fondamenta forti, visto che "l'assessore non avrebbe attuato l'articolo 11 dello Statuto Regionale", stravolgendo paesaggi e campi fertili con eolico e fotovoltaico, oltre a cavalcare una politica di 'perequazione urbanistica' che comporta altri stravolgimeni ambientali.

La battaglia sale d'intensità dopo molti mesi di dibattiti, assemblee e incontri che non hanno mai portato il problema oltre la sola discussione ma che invece ha visto innalzarsi un muro sempre più alto tra le amministrazioni e i comitati che rappresentano i cittadini: "Se sono centinaia le persone che protestano la politica dovrebbe chiedersi il perchè e non cercare solo di difendere tutti i progetti presentati - precisa l'avv. Urbano Borelli presidente di ItaliaNostra Pg - Le rinnovabili sono importanti ma bisogna rispettare la normativa e non possiamo accettare impianti votati al solo profitto, sarebbe una distorsione dell'idea di sostenibilità".

Sono molte le tipologie messe sotto la lente d'ingrandimento dal Coordinamento, oltre i numerosi impianti fotovoltaici ed eolici, quelli che più preoccupano sono gli impianti a Biomasse, in regione sono in attesa di approvazione almeno 50 nuovi impianti, un record nazionale. Numero significativo per un territorio come quello umbro, che preoccupa non poco i comitati, visto che molti sono destinati a produrre energia in buona parte (anche il 75%) con campi dedicati e con fini di profitto, fattori questi che si scontrano fortemente con l'idea di sostenibilità ambientale.

Inoltre il 'Comitato per la tutela dell'ambiente e la salute dei cittadini. Ex Maxistalla', rappresentato dalla presidente Sefania Minestrini, ha presentato ricorso al Tar Umbria contro l'autorizzazione rilasciata dal Comune di Perugia alle Opere Pie Unite, segnalando, tra gli altri motivi, proprio "il fatto che il progetto di potenza pari a 999 Kwh (a 1Mwh scatta la valutazione d'impatto secondo norma) era posto in violazione o elusione della direttiva 2009/92/UE e della valutazione dell'impatto ambientale".

"Siamo fortemente convinti delle nostre ragioni - specifica la presidente Minestrini - come è dimostrato dalla sentenza della Corte Costituzionale, ed il comitato continuerà a battersi per il rispetto della legalità e della tutela della salute dei cittadini, in tutti i gradi e le sedi di giudizio possibili".

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Erano presenti anche Angela Leonardi del comitato di Sant'Egidio e Gianfranco Angeli presidente del Coordinamento regionale che ha voluto sottolineare come sarebbe fondamentale un cambio di rotta che deve cercare di "seguire le politiche dettate dall'Europa che indicano altre priorità nelle questioni di sostenibilità come l'efficenza energentica e il risparmio, chiavi di volta in una reale politica di tutela dell'ambiente e della salute".

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