Ucciso con un pugno a 33 anni, nuova accusa per l'aggressore: lutto cittadino a Norcia

La Procura di Spoleto contesta l'omicidio preterintenzionale. Il sindaco Alemanno: "Tragedia senza precedenti"

E' rinchiuso in carcere e ora è accusato di omicidio preterintenzionale. La Procura di Spoleto, che coordina le indagini sulla morte di Emanuele Tiberi dopo l'aggressione fuori da un pub di Norcia, ha formalizzato una nuova accusa al coetaneo del 33enne arrestato dai carabinieri nella notte tra sabato e domenica.

Inoltre i magistrati disporanno l'autopsia per chiarire con precisione le cause del decesso del giovane. Il ragazzo era stato trasportato all'ospedale di Terni in condizioni gravissime. Nel pomeriggio di ieri i medici avevano avviato le procedure per l'accertamento di morte cerebrale.  

Ucciso con un pugno a 33 anni, donati gli organi di Emanuele: salvate altre vite

 

Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Emanuele: "Nella notte tra sabato e domenica si è consumata a Norcia una terribile tragedia che non ha precedenti nella nostra comunità - spiega il primo cittadino - . L'imponderabile ha certamente avuto un ruolo determinante nello svolgimento dei fatti che non possono non costringerci a considerare molto approfonditamente l'accaduto. Il dolore profondo che ciascuno di noi sta intimamente provando e la frustrazione per non aver potuto fare nulla per evitare l’ accaduto, sono certamente i sentimenti più comuni che ho raccolto ieri tra la nostra gente che di tutto aveva bisogna tranne che di piangere un nostro brillante giovane, scomparso in una situazione assurda".

E ancora: "Due famiglie, conosciute da tutti noi, vivono oggi con tutti i distinguo del caso una situazione a cui non sarà possibile rassegnarsi. L’unica speranza è che il tempo, solo il tempo, possa aiutare Ernesto, Simonetta, Leonardo, Eleonora, Cesare, Giulia e Lella a ritrovare un po’ di serenità. Perché tutto ciò non sia accaduto invano spero, auspico, chiedo ai nostri ragazzi di ribellarsi, di non accettare più supinamente di sciupare la propria vita in serate ‘senza senso’. Sono certo che Emanuele ne sarebbe orgoglioso".

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