INVIATO CITTADINO Elce non dimentica le vittime delle mafie: una mattinata memorabile

Oggi si celebra il capolinea dell’antimafia: Perugia testimonia la propria fede alla legalità attraverso una presenza di popolo che non trova eguali in altre inaugurazioni toponomastiche. La rotatoria è denominata “Vittime delle mafie”

Una mattinata memorabile, quella che si è consumata alla rotatoria dell’Elce. Qui “c’era una volta” il capolinea della filovia “Elce-San Costanzo”, una delle tre linee urbane. Oggi si celebra il capolinea dell’antimafia: Perugia testimonia la propria fede alla legalità attraverso una presenza di popolo che non trova eguali in altre inaugurazioni toponomastiche. La rotatoria è denominata “Vittime delle mafie”. 

Prima di tutto, si ammira la persuasa partecipazione (classe II C) dei ragazzi della Da Vinci, oggi Istituto Comprensivo Morlacchi. Tocca il cuore udire le parole di quei preadolescenti che, opportunamente guidati dagli insegnanti, porgono una riflessione imperniata sulle parole Libertà, Legalità e Solidarietà. Il tutto nell’ambito del progetto: “Dall’Io al Noi: la città che vogliamo” (parole di intensa eco capitiniana).

La politica è rappresentata dal presidente della Toponomastica Wagué, dal travolgente vicepresidente Camicia, che motiva le ragioni di questa scelta irrevocabile di convinta dichiarazione antimafia, robustamente sostenuta dall’Associazione Libera, per voce di Walter Cardinali, con un coro di bandiere festanti e multicolori. Prende la parola anche il consigliere regionale Leonelli che associa mafia a ludopatia e a terreno potenzialmente criminale sul quale Perugia e l’Umbria cercano di fare terra bruciata. Il sindaco Andrea Romizi chiude la serie di interventi, accomunati dalla condivisione di valori e obiettivi (“che non sia un fatto isolato, ma una costante dell’azione educativa”).

C’è anche un’opera d’arte di Sabato Ariante, che ha già realizzato lavori legati a precedenti inaugurazioni e illustra simbolicamente gli eccidi, con quei buchi e le scolature rosse a significare la strage, le pallottole e il sangue versato. L’opera verrà posizionata nella Sala del Malconsiglio perché induca al corretto operare in direzione di valori politici e sociali autentici.

Ma si pensa di collocare all’interno della rotatoria un’opera meno effimera, come un cippo marmoreo. Esiste un progetto dello scultore Pilade Trabalza che intende raffigurare un leccio coi punti cardinali, per ricordare l’etimologia della denominazione del quartiere Elce, derivante dall’essenza Quercus ilex, nome scientifico del leccio. Ci sono anche disponibili delle opere in donazione da parte dello scultore magionese Sestilio Burattini che potrebbero adempiere egregiamente a questo compito di abbellimento estetico. E il sindaco ne è consapevole. Le parole che hanno risuonato, per voce dei ragazzi, sono il miglior viatico che si possa auspicare per una città profondamente imbevuta del messaggio capitiniano.

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