Spari intimidatori contro le vetrine, fiumi di coca e "armi da guerra": quattro richieste di rinvio a giudizio

L'udienza entra nel vivo: sono arrivate questa mattina le richieste di rinvio a giudizio per gli indagati, gli altri 23 hanno scelto il rito abbreviato e che riguardano gli spari contro le vetrine di alcuni negozi e la droga nei trolley

E’ stato il pm Miliani a formulare le richieste di rinvio a giudizio per quattro degli indagati (per uno è stato chiesto in non luogo a procedere) nell’ambito dell’ operazione anti-mafia che prende spunto dall'Operazione "Quarto Passo", riguardante gli spari intimadori contro le vetrine di alcuni esercizi commerciali nella periferia perugina e al trasporto di fiumi di cocaina provenienti dalla Calabria, tutte facenti capo all'organizzazione criminale ora alla sbarra. 

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In particolare, a finire nel mirino della giustizia sono in 27 in tutto, a cui è stato notificato l’avviso delle conclusioni per le indagini preliminari; alcuni di loro hanno scelto il rito abbreviato (il 26 gennaio si torna in aula), mentre per coloro che ha scelto l’ordinario, oggi la richiesta di rinvio a giudizio, accusati a vario titolo di detenzione di armi, incendio, fabbricazione di “armi da guerra”. In particolare secondo la ricostruzione della procura “mediante l’utilizzo di due bottiglie incendiarie “tipo molotov” (contenenti liquido infiammabile) cagionavano l’incendio di una autovettura” In un’altra occasione, “fabbricavano e detenevano portandole in luogo pubblico quattro bottiglie incendiare di vetro costituenti ordigli esplosivi, accese e lanciate all’interno di una proprietà.

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Droga, armi, cocaina, intimidazioni: il potere dell’N’ndragheta che aveva messo le mani sull’Umbria. Dagli spari intimadori contro i negozi e e minacce per non far rivelare nulla alle forze dell'ordine: su minaccia di uccidere e violentare i proprietari, (...) facendo rinvenire in tre distinte occasioni dei fiori, delle interiora di animale ed un pezzo di legno, simboli rispettivamente di un morto che cammina, della vicinanza dell'evento omicidiario e della bara"- si legge sulle carte della procura. 

La coca invece viaggiava sulla linea di autobus Rossano-Perugia: la spedizione dalla Calabria di valigie contenenti "considerevoli" quantità di panetti di cocaina, valigie poi ritirate presso la stazione autobus di Piazza Partigiani. Droga questa, che poi veniva confezionata in "palline" ed ovetti " kinder" e ceduta a terzi. 

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