Dal Perù al Brasile fino a Perugia con tanta cocaina nascosta nello "stomaco": perugini nei guai

Sono in fase di notifica la conclusione delle indagini (chiuse nei mesi scorsi) nei confronti di tredici indagati nell'ambito del traffico di droga e dello spaccio a Perugia. Coinvolti sia stranieri che umbri

In fiume di coca in arrivo a Perugia

Fiumi di cocaina dal Sudamerica e una piazza, Perugia, dove piazzarla. Si sono chiuse le indagini per tredici persone (alcuni dei quali perugini) in ordine al reato di spaccio e detenzione e cessione di sostanza stupefacente, importata in alcuni frequenti viaggi dal Perù, dal Brasile e dalla Costa Rica.

Un sodalizio ben organizzato, quello posto sotto la lente della giustizia, e che vede al centro quattro umbri e un uomo originario del Lazio, quali organizzatori, promotori, e corrieri dei viaggi in Sudamerica. Secondo le indagini portate avanti dal pm Mario Formisano, un perugino avrebbe organizzato i viaggi e pensato al trasporto della droga, con l’appoggio della sorella che lo avrebbe supportato nel reperire i soldi per l’acquisto della cocaina e ad organizzare – si legge sull’avviso della conclusione indagini – le ultime fasi del trasporto a Perugia. Il tutto, coadiuvato dall’aiuto degli altri tre indagati per trasportare dal Perù 489 grammi di cocaina (pura all’88 per cento) contenuti in 96 involucri e ingoiati per eludere i controlli. Ma nel novembre del 2014, all’aeroporto di Fiumicino, il corriere sarà arrestato.

Ma i viaggi della droga, secondo le indagini, sarebbero avvenuti di frequente e già nel 2008, insieme a un altro dei tredici indagati, avrebbe trasportato dal Brasile altri trecento grammi di cocaina, pronta per essere rivenduta e spacciata nelle piazze di Perugia e dell’Hinterland. Varie le cessioni di droga imputabili all’indagato dal 2008 ai clienti perugini Nel maggio del 2010, un altro carico dal Brasile arriva nel capoluogo umbro: un chilo di cocaina, mentre nell’estate del 2012, dalla Costarica il perugino, insieme ad altri complici, riesce a importare ancora la droga per poterla rivendere a terzi o a piccoli spacciatori. Nell’ottobre del 2013, ancora soggiorni in Sudamerica e ancora cocaina in viaggio verso le nostre piazze, fino a gennaio 2014.

Le indagini, allargatesi a macchia d’olio, hanno portato alla luce un giro di spaccio di cocaina, proveniente da quei “fruttuosi" viaggi in Sudamerca e altri piccoli spacciatori, in contatto fra loro.

Le lunghe indagini, che hanno interessato sia il traffico internazionale di cocaina, che le cessioni ad opera di “piccoli” pusher per hashish e marijuana nelle principali piazze dell'Umbria fino al 2015, sono chiuse e gli indagati – tredici in tutto, ora rischiano il processo. Tra il pool di legali che difendono gli indagati ci sono: Delfo Berretti, Giuseppe De Lio (Studio Brusco) e  Michele Bromuri.

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