"Lascio qui la Postepay, torno subito": la truffa al tabaccaio va a segno, ecco il trucco

La donna è finita a processo per truffa e falso ed è stata condannata

Truffa e falso. Sono queste le accuse mosse ad una signora di 50 anni residente nel perugino, finita a processo per essersi procurata un "ingiusto profitto di mille euro" ai danni del tabaccaio. Tutto ha inizio quando la donna entra all'interno dell'esercizio commerciale nella prima periferia di Perugia, per chiedere al titolare di poterle effettuare due ricariche di 500 euro ciascuna sulla sua carta Postepay, ma al momento del pagamento di mille euro, avrebbe affermato di aver perso il denaro contante. "Fingendo sorpresa e stupore", si legge nelle carte dell'accusa, avrebbe garantito che presto sarebbe tornata in tabaccheria per pagare il dovuto, lasciando al titolare la carta di credito e le due ricevute. 

Successivamente però, sporge denuncia per smarrimento della carta postepay su cui erano state effettuate le ricariche, ottenendone così un duplicato e "inducendo in errore il titolare della tabaccheria che - convinto delle sue rassicurazioni, e credendo che senza la carta e le ricevute non avrebbe potuto incamerare il fatto, dava corso all'operazione di ricarica e non provvedeva ad annullare il trasferimento di denaro di mille euro". 

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La vicenda, sbarcata oggi in tribunale, si è conclusa con una sentenza di condanna a cinque mesi; la difesa (avvocati Libori e Taddei) ha chiesto per l'assistita l'assoluzione o, in subordine, la riqualificazione da truffa a insolvenza fraudolenta per i fatti contestati.

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