Ospedale di Perugia, donato un nuovo macchinario "salva vita": diagnosi e cure più veloci contro la leucemia

Verrà installato presso la Struttura complessa di Ematologia e Trapianto midollo osseo del Creo, eccellenza a livello tecnologico e di ricerca per la sanità italiana

Servirà per realizzare importanti progressi sia in termini di velocità che di qualità della diagnostica, così da favorire le attività e le strategie terapeutiche. È la nuova apparecchiatura biomedicale Ultracentrifuga donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia all’Azienda Ospedaliera di Perugia.

Verrà installata presso la Struttura complessa di Ematologia e Trapianto midollo osseo situato al Creo, il Centro di Ricerche Emato-Oncologico del Presidio ospedaliero Santa Maria della Misericordia di Perugia, eccellenza a livello tecnologico e di ricerca per la sanità italiana.

Lo strumento possiede caratteristiche tecniche che lo rendono particolarmente adatto allo studio delle vie del segnale intracellulare ed identificazione di nuovi partner molecolari di NPM1, il gene più comune coinvolto nello sviluppo della leucemia mieloide acuta, da utilizzare come bersagli diagnostici e terapeutici.

Inoltre, per quanto riguarda la caratterizzazione funzionale e molecolare della cellula staminale leucemica, l’utilizzo della ultracentrifuga consente di poter concentrare maggiormente il preparato virale in tempi estremamente ridotti (2 ore) rispetto a quelli necessari con normali centrifughe da banco (16 ore).

La Ultracentrifuga si inserisce pienamente nel programma di medicina traslazionale dell’Istituto di Ematologia, che ha già contribuito in maniera determinante alla scoperta di nuove lesioni genetiche come la leucemia acuta mieloide e leucemia a cellule capellute mediante l’utilizzo di nuove metodiche di proteomica e di genetica molecolare applicate alla ricerca sui tumori ematologici.

“Come Fondazione – ha detto il Presidente Giampiero Bianconi nel sottoscrivere l’Atto – abbiamo sempre prestato una particolare attenzione all’innovazione volta all’accrescimento dei livelli di eccellenza delle strutture sanitarie del territorio, che hanno importanti ripercussioni sulle cure dei pazienti.

“Dotare di questo ulteriore macchinario un centro come il Creo, conosciutissimo in tutto il mondo e diretto da un ricercatore di fama internazionale come il prof. Brunangelo Falini, significa offrire un ulteriore contributo allo sviluppo di realtà sanitarie all’avanguardia in Umbria, a vantaggio della popolazione regionale ma anche come polo di attrazione a livello nazionale”.

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