Truffa sulle energie rinnovabili, Distillerie di Lorenzo nel mirino della Corte dei Conti, danno da oltre tre milioni

I legali rappresentanti della Distillerie Di Lorenzo citati in giudizio dalla Corte dei Conti per un danno erariale di 3milioni e mezzo di euro

La Distellerie Di Lorenzo citata dalla Corte dei Conti per tre milioni e mezzo di euro. Soldi questi, che secondo la procura di Perugia, la società avrebbe indebitamente percepito traendo in inganno la GSE (Gestore dei Servizi Energetici S.p.A)  attestando il possesso dei requisiti per “impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Per il pm Manuela Comodi titolare delle indagini, i due legali rappresentanti avrebbero attestato falsamente di avere i requisiti per il riconoscimento della qualifica L.A.F.R. (Impianto Alimentato da Fonti Rinnovabili) ai fini della concessione degli incentivi inducendo in errore  il GSE sulla consistenza e sul sistema di funzionamento dell’impianto. E così, parallelamente al procedimento penale in corso con l’ipotesi truffa – di cui il gip Frabotta ne ha disposto il vaglio dibattimentale rinviando a giudizio i due legali rappresentanti delle Distillerie Di Lorenzo, si sta muovendo anche la Corte dei Conti di Perugia che, nell’atto di citazione del procuratore generale, chiede di condannare i due rappresentanti a pagare alla società GSE  3 milioni e 532mila euro. 

Secondo la ricostruzione accusatoria la società di Ponte Valleceppi sarebbe stata priva dei requisiti richiesti dalla normativa per l’ottenimento degli incentivi tanto che – già nel 2015 – il GSE aveva  disposto la decadenza dagli incentivi con l’integrale recupero delle somme erogate, intimando al titolare dell’impianto la restituzione dei soldi “indebitamente” presi.

Già nel 2012 le Distillerie Di Lorenzo avevano comunicato al GSE l’entrata in esercizio di un impianto termoelettrico e alimentato a biogas, chiedendo poco tempo dopo il riconoscimento della qualifica di impianto alimentato a fonti rinnovabili a seguito di un intervento di nuova costruzione. Ma poi, a seguito di un controllo “a sorpresa”, sarebbe venuto fuori un contrasto tra lo stato dell’impianto con quanto effettivamente indicato: ovvero l’impianto “non avrebbe potuto costituire un intervento di nuova costruzione in quanto costituito anche da componenti facenti parte dell’impianto entrato in esercizio nel 2006 e incentivato in regime di certificati verdi fino al 2012”.

Ora la “battaglia”dei presunti contributi percepiti senza averne diritto, potrebbe costare alla Distillerie Di Lorenzo un danno erariale milionario ma la difesa – avvocati Francesco Falcinelli e Michele Bromuri, Sergio Gherardelli e Daniele Migliorati - producendo una lunga e accurata memoria difensiva, ha chiesto in via preliminare di dichiarare il difetto di giurisdizione e la nullità della citazione. "La notizia di danno è infondata e non sussistono elementi idonei a sostenere in giudizio la contestazione di danno erariale". I giudici si sono riservati la decisione. 

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