Digital divide, Vinti: "Umbria non è fanalino di coda"

L'Assessore alle infrastrutture tecnologiche immateriali, Vinti, ha partecipato al Digital Forum promosso da Confindustria Digitale, svoltosi all'Auditorium della Musica di Roma

Stefano Vinti

L’Assessore regionale alle infrastrutture tecnologiche immateriali, Stefano Vinti, ha partecipato al Digital Forum promosso da Confindustria Digitale, svoltosi mercoledì all’Auditorium della Musica di Roma, al quale hanno partecipato oltre 1200 partecipanti tra aziende e pubblici amministratori.

“La fotografia dello sviluppo tecnologico in Italia, ha affermato l’assessore Vinti, non è affatto bella e i dati non sono certo rassicuranti. Il 41% degli italiani non ha mai usato internet, la penetrazione della banda larga è inferiore di 10 punti rispetto alla Francia, 300 mila aziende non hanno la banda larga.

I servizi, l’offerta e le conoscenze sono assai limitati. Ma al di là della sottolineatura delle carenze del sistema italiano, continua Vinti, il successo dell’incontro di ieri è stato nell’aver ribadito la centralità dello sviluppo tecnologico per la ripresa economica. L’Europa ce lo dimostra. Puntare all’innovazione per superare la crisi è un passo indispensabile, per quanto non sufficiente.

Le imprese su internet crescono di più. Altro elemento fondamentale e niente affatto secondario è la possibilità di risparmiare, di ottimizzare le risorse. Digitalizzando la Pubblica Amministrazione si potrebbe ridurre la spesa pubblica annuale in modo strutturale e recuperare risorse per oltre 56 miliardi.

E anche per le famiglie, l’uso di internet potrebbe rappresentare un grande risparmio. Peccato che ancora in Italia non ci sono nemmeno i servizi fondamentali. E se internet non è indispensabile, la gente non lo usa. Tanto più in un paese come il nostro, in cui esiste anche una notevole reticenza “culturale”.

In questo panorama, aggiunge l’assessore, l’Umbria, tenendo conto delle dimensioni e dell’esiguità delle risorse, non è assolutamente il fanalino di coda.

Per quanto riguarda il digital divide, è passata dal 18% della popolazione non connessa del 2009 ad una situazione attuale (fine 2011) del 3% di abitanti in divario digitale in virtù sia dell’azione degli investimenti che dell’attività degli operatori privati.

Relativamente alle infrastrutture per la banda larga e larghissima, la Regione sta realizzando, nell’ambito degli interventi previsti dal Piano Telematico regionale, una rete pubblica costituita dall’integrazione di diverse infrastrutture di telecomunicazioni. Si sta facendo insomma un lavoro importante, conclude Vinti, e nei prossimi mesi si darà piena attuazione al piano digitale regionale messo a punto dalla Giunta regionale.

 

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