Preservativi, droga, appartamenti e piazzole, la prostituzione organizzata come in catena di montaggio

Diciassette persone sotto processo per sfruttamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina, spaccio di droga e violenze

Una banda ben organizzata che pianificava tutta l’attività attraverso “complici residenti all’estero”, l’utilizzo di “abitazioni, autovetture, apparecchiature telefoniche e documenti di identità falsi”, ma anche con la “assegnazione di zone del territorio perugino” dove far prostituire ragazze e smerciare droga.

Sono diciassette le persone, uomini e donne, albanesi, rumeni e italiani, accusati di aver reclutato “ragazze maggiorenni e minorenni da destinare alla prostituzione” dopo averle fatte entrare in Italia in maniere clandestina o regolare, le sistemavano in appartamento e decidevano in quale piazzola esercitare la prostituzione. Ad ogni ragazza veniva consegnato un cellulare, una scorta di preservativi, con una tabella oraria e garantendo la protezione.

Alle ragazze non rimaneva nulla, visto che si facevano consegnare “in parte o in tutto i proventi dell’attività di meretricio”. Somme che poi venivano trasferite all’estero nei conti “dei capi e dei sodali residenti fuori dall’Italia”.

Secondo la procura perugina c’era chi promuoveva l’attività criminale, chi organizzava l’attività di prostituzione, chi aveva compiti di reclutamento, di controllo, di supporto logistico, cioè “reperire e mettere a disposizione dei sodali documenti contraffatti, utenze telefoniche pulite ed abitazioni” e di droga da cedere ai clienti.

Quindi contattavano le ragazze, minorenni o maggiorenni, le portavano in Italia, le accoglievano, le assistevano e le avviavano alla prostituzione, “provvedendo alle esigenze primarie”. Per convincere le ragazze le chiudevano nell’appartamento, le minacciavano e picchiavano oppure le drogavano. In un caso aveva costretto al marciapiede una giovane che faceva la baby sitter dei figli di una delle imputate.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giovanni Vispi, Daniela Paccoi, Carlo Augusto Angelini, Emanuela Prudani, Donatella Panzarola, Tania Parroni, Maria Siniscalco, Cristina Fortunelli, Luciano Ciurnelli, Andrea Bellachioma, Elena Cogorni Proietti e Catiuscia Righetti. Alcune delle ragazze si sono costituite parte civile tramite l’avvocato Alessandra Donatelli Castaldo.

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