Così si intascavano (in nero) migliaia di euro dagli ambulanti: chiesto il giudizio per gli ex vertici di Cosap 99

Chiesto il rinvio a giudizio per i cinque ex vertici del comitato direttivo del consorzio Cosap 99. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita

La bufera sui (ormai ex) vertici del Consorzio Cosap 99 scoppiò nel settembre del 2016 quando le Fiamme Gialle bussarono alle porte del presidente, del vice, del segretario, del consigliere e del cassiere del comitato direttivo, dando esecuzione di un’ ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Perugia.

Per tutti l’accusa era ed è tutt’ora di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita per essersi intascati, in nero,  le quote di partecipazione degli ambulanti presenti nelle varie mostre mercato e fiere della regione. L’ipotesi di reato contestata, oltre agli arresti domiciliari, portò i cinque indagati a dimettersi dalle cariche e ora, a due anni dai fatti, il pm Claudio Cicchella ha chiesto il rinvio a giudizio per: Massimiliano Baccari (ex presidente comitato direttivo Cosap 99), Mario Lillocci (vice presidente), Leonardo Rosignoli (segretario del comitato direttivo), Valter Agostinelli (cassiere) e Lanfranco Proietti (consigliere). La prima udienza preliminare dinanzi al giudice Lidia Brutti è stata fissata al 3 aprile prossimo.

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Lo “scandalo” prese le mosse da alcune denunce degli ambulanti che avrebbero lamentato una gestione finanziaria poco “chiara”, da lì partirono le indagini della Guardia di Finanza, scoperchiando così un presunto giro “in nero” di somme di denaro prosciugate dai conti del consorzio Cosap, parte offesa nel procedimento penale. Secondo la procura i cinque, che organizzavano mostre mercato nel territorio regionale, riscuotendo le quote associative dei consorziati, avrebbero riscosso anche in nero le quote di partecipazione dagli ambulanti presenti ai mercati e alle fiere appropriandosi, è questa l'ipotesi di reato, delle somme non contabilizzate e riscosse per conto del consorzio. 

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In particolare, secondo quanto ricostruito dalla procura e dalla Finanza, nel gennaio del 2015, durante la famosa fiera perugina in occasione di San Costanzo, si sarebbero appropriati della somma di 5600 euro; stessa cosa l'anno dopo, ma per una somma di 2.750 euro. Sono almeno dieci in totale gli episodi di appropriazione indebita (aggravata dall'abuso della prestazione d'opera) contestata agli imputati per un totale di circa 78mila euro. Il pool difensivo è rappresentato dagli avvocati: Fernando Mucci, Franco Bizzarri, Nicola Cittadini, Massimiliano Romagnoli, Paola Marchionni. 

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