Corso Garibaldi, lo Chef anti-droga ottiene giustizia: condannato il pusher che lo aggredì

La sentenza è arrivata dopo un processo per direttissima. Il giudice ha anche imposto un risarcimento di diverse migliaia di euro

Per molti, in città, Michele Radicchia è lo Chef anti-droga di Corso Garibaldi che per difendere il quartiere e il buon nome del suo locale non ha esitato ad affrontare il clan dello spaccio tunisino. In due occasioni però ha dovuto vivere dei brutti momenti, rischiando grosso: colpito da una bottigliata e in un altro "confronto" ravvicinato scippato, con uno strappo, della collanina che portava al collo. Ma ieri, il Tribunale di Perugia, ha reso giustizia allo Chef, difeso dall'avvocato Gabriele Fagioli: lo scippatore-pusher magrebino è stato condannato a 2 anni e 4 mesi e dovrà risarcire con 5mila euro Radicchia.

La sentenza porta la firma del giudice Natalia Giubilei; il processo si è svolto con rito abbreviato. Ma questo è solo il primo round dato che lo Chef Antidroga di Corso Garibaldi è parte civile anche nel procedimento a carico di un tunisino, rinviato a giudizio, che lo aveva aggredito durante il tentativo di allontanarlo dal locale e alcuni mesi più tardi aveva minaccia Radicchia. 

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