Corpus Domini, il Cardinale Bassetti ai fedeli: "Salviamo la domenica... non è più il giorno della festa"

"La possibilità per tutti di partecipare alla celebrazione dell’Eucaristia non significa soltanto difendere i diritti di Dio, ma anche affermare l’esigenza di un vita a misura dell’uomo"

«Miei cari fratelli sento il bisogno di dirvi che nell’Eucaristia è il Signore che vuol far festa con noi e noi, purtroppo, ci siamo dimenticati del giorno di festa. Abbiamo perso il senso della domenica, che è diventata tutto, fuorché il giorno del Signore! E noi cristiani, lo dico con forza, dobbiamo riappropriarci, riconquistare il giorno di festa». Così il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti ha esordito nell’omelia della solennità del Corpus Domini, domenica 18 giugno, in una gremita cattedrale di San Lorenzo in Perugia. 

«Il vescovo stamani vi manda un messaggio – ha proseguito il porporato – e lo manda a tutta la comunità diocesana: Salviamo la domenica! Che il lavoro festivo non diventi la regola e che non si moltiplichino soltanto le nuove cattedrali del consumo, come sta avvenendo anche intorno alla nostra città. Difendere la domenica, il riposo festivo, la possibilità per tutti di partecipare alla celebrazione dell’Eucaristia non significa soltanto difendere i diritti di Dio, ma anche affermare l’esigenza di un vita a misura dell’uomo».

«Oggi, purtroppo, da parte di molti cristiani c’è la tendenza a ridurre la propria identità di fede ad un fatto privato – ha evidenziato il presule –, ad un rapporto soltanto personale con Dio e con la Chiesa. Così facendo noi perdiamo la nostra stessa identità. Abbiamo bisogno di camminare insieme, soprattutto di spezzare insieme il pane dell’Eucaristia. Senza questo non potremo mai essere “vera Chiesa in uscita” e raggiungere tutte quelle “periferie esistenziali” verso cui ci sprona continuamente il nostro papa Francesco. Privatizzando la nostra fede, noi facciamo il gioco di chi vorrebbe chiuderci in casa, di chi pensa che noi non abbiamo più nulla da dire, da dare, da proporre alla società di oggi. Riappropriamoci, quindi, della domenica, giorno del Signore, giorno della comunità cristiana, giorno dell’uomo».
 

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