Corciano, la lezione di storia più emozionante per gli studenti: "Ho 97 anni e dissi no da militare ad Hitler. Fui spedito nei campi"

Michele Montagano uno degli ultimi sopravvissuti degli internati militari italiani che dopo l'8 settembre da soldati decisio di non continuare la guerra al fianco dei nazisti. Pagarano il tutto a cara prezzo

Oltre 200 studenti della scuola secondaria di I grado Benedetto Bonfigli hanno assistito al teatro Arca di Ellera, alla testimonianza di Michele Montagano, oggi 97enne, uno degli ultimi sopravvissuti degli internati militari italiani. L'incontro, inserito nel progetto"Il filo della memoria", è stato possibile grazie al supporto di Marco Terzetti, autore del libro “lettere da un giovane militare 1942-1945” che  racconta la storia del padre Bruno, ex internato militare italiano. Marco Terzetti è dal 2017 Presidente della sezione di Perugia dell’Associazione Nazionale ex Internati, riattivata allo scopo di non perdere la memoria del gesto eroico dei 600.000 militari che, nel 1943, rifiutarono la collaborazione con il nazifascismo a costo di 19 mesi di dura prigionia. Ad accogliere Montagano, insieme alla scuola, anche il sindaco di Corciano, Cristian Betti, che ha parlato ai ragazzi del valore di testimonianze come questa "ricordare - ha detto - significa rifiutare ogni forma di razzismo e di discriminazione del diverso". 

Presente all'incontro anche il colonnello Maurizio Napoletano, Comandante Militare Esercito per l'Umbria che ha voluto sensibilizzare i giovani a ricordare il sacrificio delle vittime, spiegando il ruolo delle forze dell'ordine che quotidianamente lavorano al servizio delle collettività. Michele Montagano, classe 1921, ultimo sopravvissuto tra i 44 ufficiali del Regio Esercito Italiano che dopo l'8 Settembre 1943 si rifiutarono di collaborare con i nazisti rischiando la fucilazione,che della dolorosa vicenda degli internati militari italiani, rivendica oggi il sacrificio compiuto da chi è stato parte integrante della lotta di resistenza e della successiva liberazione dell’Italia dall’oppressione nazifascista. “La storia delle deportazioni di massa e della Shoah - ha ricordato Montagano - non può essere separata dalla storia della tirannide fascista in Italia, che a tutti gli effetti fu complice di quel sistema studiato nei minimi dettagli”. Un racconto il suo, intervallato a tratti da sottile ironia, che si è concluso con le incalzanti domande dei ragazzi.  

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Quando uno di loro ha chiesto “cosa si aspetta da noi dopo questo incontro?” Montagano ha risposto “siete giovani, vivete la vostra vita in maniera coerente con la vostra età; quando arriverà il tempo delle scelte e delle grandi decisioni, rimanete sempre legati ai vostri cuori e alle vostre coscienze, solo così vi sentirete liberi”. La testimonianza a scuola, sottolineano i docenti del Bonfigli "porta persone in carne ed ossa, come protagonisti esistenti e viventi della storia passata, con i loro sentimenti, passioni e scelte di vita con un impatto emotivo diretto ai ragazzi nei confronti degli eventi storici di elevatissima efficacia didattica. Questo - concludono - per la nostra scuola, è il senso del filo della memoria che si concretizzerà con la realizzazione, da parte dei ragazzi, di un docu-film che potrà essere messo a disposizione dei futuri giovani e di ogni istituzione che vorrà utilizzarla come occasione di conoscenza"

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