"Togliete l'ostello di Ponte Felcino ai migranti e restituitelo ai perugini", il Comune dice sì

Passa l'ordine del giorno di De Vincenzi e Pittola: "Ripensare la destinazione dell’ostello, riassegnandone la disponibilità alle iniziative aggregative della frazione"

La notizia è alla fine dell’atto approvato a Palazzo dei Priori in un freddissimo lunedì di novembre: “Ripensare, se necessario, sentito il parere delle associazioni dei cittadini di Ponte Felcino, la destinazione dell’ostello, riassegnandone la disponibilità alle iniziative aggregative della frazione”. E il Consiglio comunale di Perugia dice sì, definitivamente. Gli scontri in Commissione, i rinvii, le proteste e le raccolte firme sono da archiviare.

E’ stato approvato all’unanimità (19 voti a favore) l’ordine del giorno dei consiglieri De Vincenzi e Pittola per “verificare il corretto impiego della struttura di Villa Giardino a Ponte Felcino, le condizioni dello stabile e delle suppellettili, nonché le modalità di gestione che l’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù sta attuando dell’immobile e delle zone verdi limitrofe alla struttura, anch’esse di proprietà comunale”. Insomma, autostrada spianata per lo sgombero dei migranti dall’ostello di Ponte Felcino. L’atto, spiega una nota di Palazzo dei Priori,  era stato già illustrato e discusso dall’assemblea nella seduta dello scorso 16 ottobre, quando però non si era proceduto alla votazione per mancanza del numero legale al termine dell’esame.

Migranti e controlli. E qui sta il nocciolo della questione e la leva che d’ora in poi l’amministrazione Romizi potrà utilizzare. Nell’ordine del giorno, spiega ancora il Comune, i proponenti chiedono “anche di verificare la tipologia di rapporto instaurato fra A.I.G e ARCI in merito all’utilizzazione dei locali dell’ostello e di individuare tutte le misure necessarie al fine di garantire la manutenzione delle suddette aree verdi onde evitare che la zona di interesse venga sottratta alla popolazione e agli studenti che la utilizzano per studio lasciandola nel degrado”.

E ancora: “Infine, chiedono di verificare con la Prefettura e la Questura i protocolli di gestione degli immigrati ed il numero dei soggetti presenti nello stabile e di ripensare, se necessario, sentito il parere delle associazioni dei cittadini di Ponte Felcino, la destinazione dell’ostello, riassegnandone la disponibilità alle iniziative aggregative della frazione”. In una singola, brutale parola: sgombero.

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