Consiglio comunale sull'orlo di una crisi di nervi: accuse e fughe per il caso Gesenu

La richiesta di dimissioni del vice-sindaco Barelli alla base del tutto contro tutti. Salta il numero legale... per evitare votazione

Il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni e una chiara dichiarazione di inadeguatezza. Il vice-sindaco Urbano Barelli parla in aula, dà delle spiegazioni a suo modo, prende le distanze ma si dichiara soddisfatto delle politiche sui rifiuti del Comune che hanno prodotto meno tasse e scoperto evasori. E qui l'opposizione si arrabbia ancora di più, urla e chiede più forte le dimissioni dopo l'ennesimo scandalo e inchiesta a carico dei Gesenu (la società che gestisce l'appalto dei rifuiti ed è partecipata al 40 per cento dal Comune). Il clima diventa ancora più rovente quando è legittima la votazione - seconda mozione M5S appoggiata dal Pd - sulla richiesta di revoca delle deleghe di Barelli. Allora la maggioranza esce dall'aula e fa saltare il nome legale mettendo sotto scacco le opposizioni e salvando a modo loro il vice-sindaco. 

Ma non la pensano così i consiglieri democratici: "Un’ora e mezza di bagarre - hanno denunciato dal Pd - urla, interruzioni, timore che la richiesta di dimissioni potesse incontrare il voto favorevole di qualche membro della maggioranza: sono volate anche accuse al Segretario Generale, richieste di un voto segreto, il tutto a conferma di un centro destra sempre più diviso su vari fronti ed incapace di affrontare i problemi del quotidiano amministrare. Finiti i tempi di accuse contro la precedente amministrazione, oggi la Giunta Romizi non è capace di assumersi la responsabilità di una città sempre più abbandonata e di difendere il lavoro dei propri assessori". Tutto è saltato e tutto l'ordine del giorno rinviato alla prossima seduta. 

SU GESENU PARLA BARELLI: "Eravamo consapevoli fin dall’inizio che Gesenu fosse un problema, perché la sua storia era nota da
oltre 20 anni. Il problema centrale, nel tempo, è sempre stato quello di trovare un socio privato che fosse presente a Perugia ed adeguato; purtroppo negli anni ci siamo dovuti trovare al cospetto di soggetti imbarazzanti. Tutto ciò – precisa il vice sindaco – è stato ereditato dalle precedenti Amministrazioni, così come l’intera situazione, fatta di tariffe
altissime a fronte di un servizio in larga parte discutibile".

"Quando si è insediata la giunta Romizi, dunque, il primo atto compiuto è stata la nomina di nuovi rappresentanti del Comune in Gesenu; questi hanno subito proposto una modifica dello statuto aziendale e la sostituzione del Direttore Sassaroli. Ciò al fine di determinare una discontinuità rispetto al passato. Nel frattempo, per la prima volta nella storia di Gesenu, l’azienda ha varato ad ottobre 2014 il primo piano industriale che prevedeva, tra gli altri, il rinnovamento degli impianti di Pietramelina e Ponte Rio, ormai obsoleti e non più adatti alle esigenze. “Questa Amministrazione ha preteso queste iniziative, come mai nessuno aveva fatto prima”.

"Nel contempo l’Amministrazione, anche in questo caso per la prima volta a Perugia, ha attivato l’indennità di disagio ambientale, con l’obiettivo di esentare in tutto o in parte dal pagamento della tariffa le famiglie residenti nelle vicinanze degli impianti".

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