Consiglieri e assessori morosi, nuovi guai: il Comune invia un esposto in Procura

Palazzo dei Priori spedisce le carte alla magistratura. Cinque consiglieri e un assessore nel mirino

Nuovo fronte per la questione morosi. E alla fine arriva l'esposto alla Procura della Repubblica. La riunione dei capigruppo prima del consiglio comunale porta questa novità sul tavolo delle polemiche. Ovvero: il Comune di Perugia invia le carte sul caso dei politici morosi. Cinque consiglieri comunali e un assessore nella bufera per i debiti con l'amministrazione comunale. L'intento è quello di accertare eventuali profili di reato sulla dichiarazione ai tempi delle elezioni del 2014. La parola chiave, comunque, è eventuali.

Le posizioni debitorie dei consiglieri, secondo quanto trapela dal palazzo, sono state sanate e la procedura della decadenza è stata disinnescata. Ma la tensione, in consiglio comunale, resta comunque alle stelle.

Dopo il post su Facebook dell'assessore Calabrese (pesantissimo), Pd e Movimento 5Stelle chiedono le dimissioni dell'avvocato: "Ci aspettano tempi bui -ha detto Bori- se chi ha un minimo di potere si permette di attaccare così i giornalisti, da una parte, e le minoranze politiche, dall’altro, e gli stessi dipendenti comunali. L’assessore avrebbe dovuto essere qui oggi a chiedere scusa ai cittadini di Perugia, anziché rilasciare dichiarazioni su Facebook”. Dello stesso avviso anche Rosetti, che ha definito "gravissime e infondate le dichiarazioni di Calabrese, dal momento che non godo di nessun privilegio -ha detto- a carico del Comune di Perugia, quando invece, come candidato sindaco avrei potuto. Invito quindi, il consiglio comunale a prendere provvedimenti e a non accettare intimidazioni". 

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Finita? Nossignore. Perché il consigliere comunale di Forza Italia, Giuseppe Cenci, è uscito allo scoperto e ha dichiarato di essere uno dei morosi: "Si tratta della rateizzazione di un pagamento, una pratica concessa dalla legge a qualsiasi cittadino. Non posso, quindi, tollerare -ha concluso- che mi si dia dell’evasore fiscale, prefigurando un reato che non esiste". Il consigliere socialista Camicia, invece, dice di no: “Non sono affatto moroso nei confronti del Comune di Perugia. E tutti possono verificare che dal 30 giugno del 2014 fino ad oggi non ho alcun debito”. E anche: ""Per quanto mi riguarda posso dire di non essere moroso con nessuno – ha puntualizzato Camicia –, chi ha provato, Pd e M5S, a mettermi tra i nomi di chi sarebbe incompatibile con la propria carica amministrativa perché non paga le tasse ha dichiarato il falso e a breve valuterò eventuali iniziative nei confronti di chi ha cercato d’infangare la mia immagine. Le battaglie politiche vere si fanno coi fatti e non con questi mezzucci". Palla alla Procura, ora. 

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