Confiscati 600mila euro a spacciatori tra Bastia e Assisi: tra i beni auto e immobili

Scattano le confische dei beni a favore dello Stato anche in Umbria, come nelle regioni dove impera la mafia. L'associazione criminale contestata a due albanesi di Bastia ha fruttato un bottino sconvolgente

Anche in Umbria la confisca dei beni dei malavitosi di lungo corso o di membri di associazioni criminali sta diventando una realtà, come nelle altre regioni dove il problema delle mafie è ben più radicato. Il Tribunale di Perugia, come riferito dal capo dell'anticrimine della Questura Luca Sarcoli, ha confiscato a due trafficanti internazionali di droga - due albanesi di 52 e 40 anni - residenti a Bastia ben 6 appartamenti, 2 garage, 610mila euro nei rispettivi conti correnti e due auto di lusso (un Audi e un fuoristrada). 

Un tenore di vita altissimo che i due avevano giustificato in questi anni come frutto del lavoro dell'azienda edile di proprietà. A quanto sembra invece era per gran parte una copertura - un grande classico il binomio criminali albanesi di notte e di giorno finti muratori o impresari - dato che lo scorso aprile gli agenti della Questura aveva scoperto un traffico di coca internazionale (perugia-olanda) riconducibile ai due imprenditori edili albanesi.

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Da qui la confisca decisa dal magistrato Nicla Restivo. La merce sequestrata potrebbe essere sia venduta all'asta oppure affidata ad enti pubblici o morali, o addirittura a cooperative sociali per incrementare lavoro e mezzi (sul modello delle confisce mafiose nel meridione). I due albanesi sono stati condannati alla sorveglianza speciale per tre anni: niente luoghi pubblici, niente uscite dopo le 22 di sera.

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