Scoppia la guerra dei balconi, condomini in tribunale per scoprire chi lancia la spazzatura

Il proprietario di un appartamento trova il terrazzo sempre sporco e se la prende con i vicini. In aula è scontro a colpi di foto e testimoni

Mozziconi di sigaretta, bucce d’arancia, stuzzicadenti, briciole. Ogni sorta di rifiuto può essere gettato sul balcone del vicino perché “persona schiva”, che non “partecipa alle riunioni di condominio” e “non saluta” gli altri condomini.

Per i condomini che da piano superiore gettato i rifiuti su quello sottostante, invece, è scattata la denuncia per molestie e il processo, difesi dall’avvocato Lorena Ciuffoli.

Il proprietario del balcone deturpato dal lancio di rifiuti, assistito dall’avvocato Olga Ciminati, si è costituito parte civile nel processo lamentando “un forte danno morale dall’aggressione e dall’atteggiamento persecutorio posto in essere” dalla coppia di vicini. L’appartamento in questione era della nonna e, quindi, vi è legato in maniera particolare. Un legame che ha spinto l’uomo a rifiutare l’idea di vendere l’immobile, nonostante le continue molestie.

Pur riconoscendo di avere un carattere schivo, poco propenso a stringere amicizia, sostiene l’uomo, questo non autorizza i condomini “a rovesciare sul terrazzo i loro rifiuti”. Accusa che è stata documentata con un ampio apparato fotografico.

Gli imputati respingono le accuse e presentano una serie di fotografie con le quali attestano la presenza sul terrazzo di foglie e briciole di pane. I balconi, inoltre, sono perpendicolari uno sull’altro, difficile gettare qualcosa. Tanto più che un’identica azione civile è stata già tentata contro la coppia, ma il giudice di pace l’ha rigettata.

Quando è arrivato il decreto penale di condanna, quindi, fare opposizione è stato quasi un gesto obbligato, per ristabilire la verità.

Questa mattina il giudice Lucia Innocenzi ha assolto la coppia perché non è stata raggiunta la prova.

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