Il Comune come House of Cards, come ti tolgo il patrocinio al convegno sulle scie chimiche

Gli organizzatori del convegno rinunciano al patrocinio e attaccano il Cicap: "Le scie chimiche sono realtà, voi siete degli arroganti"

Un passo giusto e si esce dal guado dell’imbarazzo di livello nazionale. Gli organizzatori del convegno sulle scie chimiche a Perugia rinunciano al patrocinio del Comune e salvano Palazzo dei Priori dalla figuraccia. Perché, dicono, “valutiamo sia opportuno sottrarre il Comune di Perugia al vergognoso attacco strumentale che il Cicap e alcune forze politiche di opposizione, hanno attivato nei giorni scorsi contro la concessione del patrocinio, da parte del Comune stesso, al Convegno sull’inquietante fenomeno definito “Scie chimiche, o geoingegneria climatica” convocato per sabato 23 aprile, presso la “Sala dei Notari” (ore 9­19) e organizzato da “Alternativa Riformista Umbria” in collaborazione con altre Associazioni, alcuni esperti della materia e cittadini che studiano da anni il fenomeno”.

I ben informati dicono che questa è una mossa studiata a tavolino dagli uomini del sindaco Romizi, stile House of Cards, per evitare l’amaro boccone del “ci siamo sbagliati alla grande”. Fermo restando che comunque servirà un atto ufficiale di Palazzo dei Priori per tagliare via questo patrocinio della discordia, anche se De Paulis e i suoi rinunciano a tutto. Traduzione: quel patrocinio, alla fine, aveva comunque le ore contate. Ma risolvere la questione in pace è sempre meglio.

Intanto, però, gli organizzatori del convegno, se la prendono ancora col Cicap e con i critici. E senza ombra di dubbio: “Al di là dei patrocini, l’autorevolezza della nostra battaglia di verità è fondata su documenti ufficiali e prove scientifiche che comprovano l’esistenza del fenomeno denunciato da noi e da molti altri. I toni e gli argomenti di chi vuol negare a tutti i costi l’evidenza sono sempre gli stessi, arroganti e liberticidi del libero confronto, che abbiamo già visto su altre tematiche “scottanti””. Insomma, dicono gli organizzatori del convegno, “il problema non è più dimostrare o negare la realtà delle scie chimiche, bensì chiedere con forza, a tutela della salute della popolazione e della difesa dell’ecosistema, un controllo pubblico e trasparente di cosa irrorano quotidianamente nei cieli e “sulla nostra testa”. 

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