Omicidio di Fontivegge, l'accusato chiede il giudizio abbreviato e lo sconto di pena

La notte del 23 settembre del 2018 a Fontivegge, Zouaoui Saber colpì con una coltellata al torace Mohamed Wertani per una questione di droga. Il 20 settembre davanti al giudice per l'udienza preliminare

Giudizio abbreviato (con diritto allo sconto di un terzo della pena) davanti al giudice per l’udienza preliminare per Zouaoui Saber, accusato di aver ucciso Mohamed Wertani la notte del 23 settembre del 2018 a Fontivegge. L’udienza è stata fissata al 20 settembre prossimo. L’uomo è difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio.

Secondo l’accusa Zouaoui Saber, quella notte di fine settembre aveva un coltello e colpì il suo amico che poco prima gli aveva tirato una bottiglia di birra. La lite era nata per una dose di cocaina “negata” dall’indagato alla vittima.

Saber nel corso dell'interrogatorio aveva, e ancora lo sostiene, dichiarato di essersi solo difeso e di non voler uccidere il connazionale; quanto all’arma era in mano alla vittima, salvo poi cadere per terra, dove l’indagato l’avrebbe raccolta per difendersi. Un testimone lo smentisce, però, e afferma di aver visto Saber scendere di casa con il coltello in mano per poi colpire Wertani.

E dopo aver sferrato il colpo mortale al torace di Mohamed Wertani, l’indagato Zouaoui Saber avrebbe “ripetutamente” sputato sulla vittima caduta a terra, accompagnando il gesto con le parole “muori pezzo di m....a”. Ipotesi negata dall’indagato, come la volontà di colpire per uccidere, ma di aver preso il coltello solo per “spaventare” il rivale e che non si sarebbe neppure accorto di averlo colpito con l'arma.

Per il gip non è verosimile neanche nel racconto in cui sostiene di essersi sbarazzato subito del coltello e di averlo recuperato soltanto il giorno dopo aver appreso della morte della vittima. L'arma del delitto era stata poi ritorvata all'interno di una cabina telefonica avvolta da un foglio di giornale, nei pressi della abitazione dove era andato a nascondersi l’indagato.

La lite sarebbe scoppiata perché Zouaoui si sarebbe innervosito dal “contegno rumoroso del Wertani”, arrivato sotto casa dell'omicida per acquistare una dose di cocaina. Compravendita non conclusa e finita nel sangue. L’acquisto della droga è stato confermato da un amico della vittima, avendo ricevuto una telefonata dalla stessa in cui diceva che “si sarebbe recato da Saber intenzionato a fare un casino per la cocaina”.

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