In casa spariscono collane in oro, orecchini e assegni: colf condannata

La donna, una 51enne di origine casertane, è stata condannata per furto ad un anno e quattro mesi di reclusione

Non avrebbero mai immaginato che colei a cui avevano dato lavoro, accolto in casa e pagato uno stipendio sarebbe finita a processo con l'accusa di furto. L'imputata è una collaboratrice domestica che prestava servizio nell'abitazione di due donne, mamma e figlia  residenti a Perugia. Furono loro ad accorgersi che in casa mancavano due assegni, telefono cellulare e alcuni preziosi e a sporgere denuncia, anche se all'interno dell'abitazione  non fu ritrovato nessun segno di effrazione che avesse potuto far pensare ad una intrusione "esterna".

La vicenda giudiziaria si è conclusa questa mattina con una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa), per la colf originaria del casertano; l'imputata avrebbe sottratto alla famiglia due assegni, falsificando la firma della legittima proprietaria,  traendo così in inganno - si legge nel capo d'imputazione - ache gli impiegati degli istituti di credito dove venivano versati, procurandosi così l'ingiusto profitto rappresentato dal pagamento della somma complessiva, portata dai titoli, di 2500 euro. Dall'abitazione delle due donne, sparirono anche due collane d'oro e un paio di orecchini d'argento.

La colf, (difesa dall'avvocato Cancellieri M. Teresa)  è finita a processo per furto aggravato "perchè commesso abusando di relazioni di lavoro"  e di falsità in scrittura privata. La famiglia, costituitasi parte civile nel processo, è rappresentata dall'avvocato Luca Maori e Aldo Poggioni.

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