Ciao Clara! Il ricordo e il rimpianto per una grande scrittrice, per una grande donna e per una perugina doc

Scompare la scrittrice e intellettuale Clara Sereni, legatissima a Perugia, dove era giunta nel 1991. Il ricordo del nostro Sandro Allegrini

Scompare la scrittrice e intellettuale Clara Sereni, legatissima a Perugia, dove era giunta nel 1991, trovando accoglienza amichevole e unanime stima. Nata da Emilio Sereni, personaggio eminente del milieu comunista, si era dedicata costantemente ad attività di impegno socio-culturale. Giornalista e scrittrice, aveva prodotto libri di successo in cui si avvertiva tangibilmente l’eco delle sue origini e dei problemi che viveva in prima persona, come la non facile gestione del figlio   Matteo, affetto da sindrome autistica.                   

Il suo mpegno politico si tradusse nel ruolo di vicesindaco di Gianfranco Maddoli (1995-97), impegno che ricoprì con dignità, malgrado la fiera avversione a certe sue originali iniziative che furono fatte fallire. Da ricordare la Banca del tempo e il Codice di regolamentazione dello stalking alle donne nei luoghi di lavoro. Tale regolamento fu dileggiato (il   problema venne negato) dalla componente più maschilista del consiglio comunale che le rimproverava anche la non facile gestione dell’attività dei writers nel sottopasso di Fontivegge.

Elementi che, tutti insieme, la delusero a tal punto da indurla alle irrevocabili dimissioni. Avrebbe potuto fare molto per Perugia, se solo le avessero consentito di operare. L’avventura è mirabilmente narrata nel bel romanzo “Passami il sale” in cui versante privato e ruolo pubblico s’intrecciano e si sovrappongono.

Per l’attività culturale, tradusse molto dal francese e scrisse sui quotidiani L’Unità e Il Manifesto, oltre che su riviste che nutrivano particolare attenzione alle problematiche della condizione femminile. A proposito di disabilità, Clara Sereni ha creato (nel 1998) anche La città del sole onlus, di cui fu presidente sensibile e partecipe, al fine di integrare in società soggetti portatori di disabilità psichiche. Ne fu tratto il film, girato dallo stesso marito Stefano Rulli, ‘Un silenzio particolare’, che narra l’esperienza di vita col figlio Matteo.

Qualche anno fa, Clara donò i propri libri alla Biblioteca Augusta (“ne bastano pochissimi e solo i necessari”, disse in Sala Binni) e decise di ritirarsi presso il Sodalizio di San Martino. Donna riservata, ma di grande e intelligente ironia, lascia un grande vuoto in quanti hanno avuto modo di
conoscerla e apprezzarla.

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