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Tagli, Dossier di Poste Italiane: ecco gli uffici da sopprimere

Addio ai piccoli uffici postali in alcuni centri storici minori e nelle frazioni, anche le più isolate. L'elenco completo delle potenziali chiusure comune per comune

Nicola Bossi10 luglio 2012
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Un dossier delle Poste Italiane per la riorganizzazione sta turbando i sonni di molti dipendenti umbri e dei sindaci dei comuni della Provincia di Perugia. Il colosso, ancora in via teorica, ha elaborato un piano di chiusura degli uffici di periferia e di montagna che non rispondono a certi requisiti anche di guadagno.

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Il dossier è stato consegnato anche all'Anci Umbria - prima a quella nazionale - direttamente dai sindacati preoccupati per potenziali esuberi di personale e per le problematiche che le chiusure potrebbero apportare ai pensionati.

La città più colpita è quella di Foligno, mentre Perugia, il capoluogo, vede la chisura di soltanto un punto: Sant'Enea. Scompaiono le poste anche dai centri storici minori dell'Alto Tevere e della appennino umbro-marchigiano. Al momento i sindaci e le istituzioni umbre non si sono mosse e non hanno chiesto ulteriori speigazioni alle Poste Italiane. Il rischio è quello di uccidere i piccoli centri già provati dalla crisi e dalla mancanza di occupazione.
 
Piano delle poste di riordino e chiusura degli uffici (minori)
 
BORGO CERRETO CERRETO DI SPOLETO, CAPODACQUA (FOLIGNO), CASTEL RIGONE (PASSIGNANO SUL TRASIMENO), COLPALOMBO (GUBBIO), FOSSATO DI VICO (FOSSATO DI VICO zona Osteria del Gatto), PREGGIO (UMBERTIDE), STRETTURA (SPOLETO), VERCHIANO (FOLIGNO), NICCONE (UMBERTIDE), SPINA (MARSCIANO) BETTONA CENTRO (BETTONA), MERCATELLO (MARSCIANO), SANT'ENEA (PERUGIA), ANCARANO (NORCIA), BEROIDE (SPOLETO), CASTELNUOVO D'ASSISI (ASSISI), MADONNA DELLA STELLA (MONTEFALCO), MARCELLANO (GUALDO CATTANEO), PIEVE DI COMPRESSETO (GUALDO TADINO), POZZO DI GUALDO CATTANEO (GUALDO CATTANEO), SAN MARCO DI MONTEFALCO (MONTEFALCO), VIOLE DI ASSISI (ASSISI), CALZOLARO DI UMBERTIDE (UMBERTIDE), CASTIGLION FOSCO (PIEGARO), CASTIGLIONE DELLA VALLE (MARSCIANO), CITERNA (CITERNA), COLPETRAZZO (MASSA MARTANA), FIGHILLE (CITERNA),ILCI (TODI), PETRIGNANO DEL LAGO (CASTIGLIONE DEL LAGO), PONTICELLI (CITTA' DELLA PIEVE),  SAN LEO BASTIA (CITTA' DI CASTELLO), VILLA SAN FAUSTINO (MASSA MARTANA), VILLASTRADA UMBRA (CASTIGLIONE DEL LAGO), PALE (FOLIGNO), CASALALTA (COLLAZZONE). 
crisi economica

1 Commenti

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  • Avatar di salviamo

    salviamo Caro Massimo Sarmi, il tuo progetto è follia pura:

    Entro il 2012 è stata prevista la chiusura di 1.152 uffici postali.

    NOn solo, altri 634 saranno razionalizzati, ovvero aperti solo in determinati giorni ( pochi).

    Una stima provvisoria parla di un recupero per le casse delle Poste di circa venti milioni di euro. Poste che hanno chiuso il bilancio con un utile netto di 846 milioni di euro.

    L'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, ha subito evidenziato la necessità che ogni chiusura o razionalizzazione avvenga "in collaborazione con gli enti interessati", e non unilateralmente. I sindacati del settore Slp-Cisl e Slc-Cgil, intanto, promettono battaglia, anche perché sul tavolo della trattativa ci si sono anche 1763 esuberi nel settore "Recapito".

    Si grida all'allarme per i disagi che si andrebbero a creare sopratutto alle persone anziane, che sono costrette, per la pensione, a doversi recare alle poste una volta al mese.

    Firmate per impedire un enorme disservizio agli anziani, ai disabili agli abitanti di paesini di montagna, dislocati ed in cui le poste rappresentano un vero luogo di riferimento:

    http://www.petizionionline.it/petizione/poste-1-152-uffici-chiusi-servizi-zero-piu-code-garantite/7537

    il 12 luglio del 2012