Caso Sonia Marra, Bindella assolto, ma per il pm è lui l'assassino: "Il movente dell'omicidio è il loro stesso rapporto"

Il pm chiede di riformare la sentenza di assoluzione nei confronti di Bindella, assolto in primo grado dall'accusa di omicidio della giovane studentessa di Specchia, scomparsa 11 anni fa da Perugia

Per la vittima Sonia Marra, Umberto Bindella costituiva l’uomo con cui avere un rapporto totalmente coinvolgente, oltre che essere l’unico da lei frequentato nel periodo di interesse. Bindella, inoltre, sapeva dove abitasse, nonostante si fosse trasferita in via Purgotti solo 40 giorni fa, senza aver apposto targhe riconducibili alla sua persona. E' solo uno dei tanti passaggi del pubblico ministero Giuseppe Petrazzini con il quale chiede di riformare la sentenza di assoluzione nei confronti di Bindella, assolto in primo grado dall'accusa di omicidio volontario della giovane studentessa di Specchia, scomparsa 11 anni fa da Perugia. 

Per la Corte D'Assise di Perugia, la studentessa Sonia è stata sì, uccisa (di un delitto premeditato da una mente criminale), ma non da Umberto Bindella; senza un movente, con un alibi e soprattutto senza il teste "chiave" D'Ambrosio possa essere considerato attendibile dai giudici. Ma il pm, punto dopo punto, chiede che la la Corte D'Assise d'Appello di Perugia dichiari colpevole Bindella per l'omicidio di Sonia.

Nell'appello avverso alla sentenza di primo grado, il pm tende a sottolineare come la causa che avrebbe spinto all'omicidio della ragazza, debba essere ravvisato all'interno della relazione conflittuale tra i due. Da una parte, sostiene l'accusa, Sonia infatuata da Bindella tanto da arrivare a falsificare anche un suo esame alla Scuola di Teologia dove lei faceva la segretaria, dall'altro Umberto, un ragazzo schivo che non avrebbe provato nessun affetto per lei. Una dualità contrastata da gravidanze sospette, test di gravidanza, e dalla reticente negazione dello stesso ad ammettere i rapporti sessuali con la giovane Marra. Scrive il pm: "Il contrasto circa la prosecuzione di un rapporto tra i due, può ben costituire il detonare di una situazione squilibrata fin dall'inizio, non sufficiente per la Corte D'Assise a determinare il Bindella a commettere un omicidio premeditato, ma sufficiente, per contro, a determinare una situazione di diverbio idonea a scatenare un gesto violento, dalle tragiche conseguenze". 

Per il pm ci sarebbero poi tutti quei elementi non presi in esame come "la negata conoscenza da parte di Bindella della registrazione effetuata da Sonia Marra in suo favore per l'esame di Teologia, l'inspiegabile dimenticanza di dove acquistò i due test di gravidanza per non svelare chi fossero i titolari o i gestori con cui avrebbe parlato e rilevato qualcosa utile alle indagini" e infine, l'appartente e reiterata difficoltà - scrive il pm - nell'individuare chi fosse Sonia Marra di cui i carabinieri chiesero notizie". 

Per la procura l'omicida di Marra è Bindella, il cui delitto è frutto di un dolo d'impeto a causa di quelle relazione univoca, il test D'Ambrosio è attendibile e Dario Galluccio (coimputato poi assolto insieme a Bindella in primo grado) "ha posto in essere condotte volte a favorirlo".

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Per il pm non esiste l'uomo nero, lo sconosciuto entrato in casa di Sonia e che proprio lì, intorno alle 19.19.30, sarebbe entrato per far sparire le "prove". Oltre ai contatti telefonici, che evidenziano come la stessa abbia sempre avuto la stretta cerchia di persone, Bindella compreso, anche le testimonianze raccolte dalla vicina di casa, allora 11enne, che descrisse un uomo alto, con la cuffia, una giacca nera, sono compatibili con Bindella. Perché lui - secondo un'altra testimonianza di una amica / conoscente di Sonia - avrebbe avuto una copia della chiavi del suo appartamento. Appartamento questo, che non ha dato prova di segni di effrazione. 

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