Via Gallenga, chiuse due case d'appuntamento:due arresti

Continua l'attività di monitoraggio e contrasto dello sfruttamento della prostituzione da parte della Terza Sezione della Squadra Mobile della Questura di Perugia

La polizia chiude due case di appuntamento in Via Gallenga a Perugia e nell’ambito di tale attività sono stati individuato alcuni siti web poi sottoposti all’attenzione degli operanti e tratte in arresto due donne cinesi che le gestivano.

Per esempio su bakecaincontri.com ove si trovano inserzioni in cui si trovava il seguente testo: “UNA BELLA RAGAZZA ORIENTALE TI ASPETTA PER DARTI TANTO RELAX E TANTA GIOIA. ESPERTA IN CALDI MASSAGGI, AMBIENTE DISCRETO E RISERVATO anni 20” con annessa utenza telefonica.

Inoltre: www.moscabianca.biz; www.bakecaincontri.com; www.kijiji.com ove venivano estrapolati ed “attenzionati” i seguenti annunci: ”Brava orientale ragazza è arrivata”; ed ancora “romantica ragazze orientale”; “ragazza orientale sensuale” pubblicizzati anch’essi con tanto di annessa utenza telefonica.   

Così, durante la scorsa settimana, gli agenti della terza sezione contattavano l’utenza riportata nel primo sito utenze e parlavano con una donna asiatica che li indirizzava in Via Gallenga, fornendo piano ed interno. Una volta giunto al piano, l’operante fintosi cliente individuava l’appartamento e parlava con una cinese che gli comunicava la tariffa per un rapporto sessuale: 50 euro, notando nel contempo anche la presenza di un’altra cinese. L’operatore si allontanava dalla casa con una scusa con la promessa di tornare il giorno successivo assieme ad un amico.

Venivano altresì contattate le utenze riportate negli altri siti ed anche in questo caso rispondeva una donna cinese che indicava un altro appartamento di Via Gda una cinese che paallenga come luogo di appuntamento. L’agente, fintosi sempre cliente, veniva ricevuto anche in questo caso rlava bene l’italiano e che, dopo averlo fatto accomodare gli presentava connazionale dalla quale avrebbe poi avuto la prestazione. Alla richiesta del prezzo, sempre la donna che aveva aperto la porta chiedeva la somma di 50 euro.
Anche in questo caso l’operante si allontanava con una scusa con la promessa di tornare all’indomani.

Nella giornata di venerdì venivano effettuate due irruzioni contemporanee all’interno dei suddetti appartamenti e nel primo veniva rintracciata la donna che il giorno prima si era occupata di far entrare “il cliente” e di contrattare la prestazione.

La perquisizione consentiva di rinvenire elementi che consentivano di ritenere la stessa la “tenutaria” di una casa di appuntamenti: 7 telefoni cellulari, numerosi profilattici in diverse stanze, la somma di 540 euro, la ricevuta di pagamento per le inserzioni su CERCO&TROVO a nome di una delle donne.

L’appartamento, peraltro, presenta evidenti richiami alle case di appuntamento: luci rosse soffuse, profumi esotici, camere da letto arredate in modo sommario, grandi rotoli di carta in ogni camera, salviette monouso ed altro.

Analogamente, si effettuava il medesimo controllo anche presso l’altro appartamento di Via Gallenga ed anche qui la stessa cinese che aveva contrattato la prestazione che sarebbe stata effettuata dall’altra ragazza presente. Nell’appartamento c’era anche la seconda ragazza cinese, in abiti succinti, riconosciuta anch’ella come la ragazza che avrebbe effettuato la prestazione.

La perquisizione consentiva, anche in questo caso, di ricostruire il ruolo della secoda donna cinese come tenutaria di una casa di appuntamenti: 5 telefoni cellulari in suo possesso, tra cui i due numeri inseriti negli annunci, numerosi profilattici e salviettine detergenti in ogni camera.
    
Gli appartamenti sono stati entrambi sequestrati per evitare il protrarsi del reato od anche agevolare la commissione di altri reati.

Alla luce dei riscontri effettuati X. L. nata il 15 maggio 1973 in Cina e W. X. F. anche'ella cinese venivano tratte in arresto per i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Le due, su disposizione del p.m. di turno Dr.ssa Duchini, sono state trasportate presso il carcere di Capanne.

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