"Falsificano" le cartelle esattoriali per aggiudicarsi una gara d'appalto, imprenditore e collaboratrice a processo

Rinviati a giudizio questa mattina per falso ideologico e sostituzione di persona. Ecco il presunto "magheggio" messo in scena per poter partecipare a una gara di appalto del Comune di Collazone

Falsità ideologica e sostituzione di persona. Con queste accuse - a vario titolo - sono stati rinviati a giudizio dal gup Valerio D'Andria  un imprenditore residente nel perugino e la propria collaboratrice, dopo la richiesta della procura formulata a carico dei due imputati per alcune presunte irregolarità per potersi aggiudicare una gara d'appalto del Comune di Collazzone. I fatti contestati dal pm Massimo Casucci all'imprenditore, riguardano una "falsa attestazione" dell'imputato, che in qualità di amministratore unico della ditta di costruzioni - nella dichiarazione sostituita per l'aggiudicazione della gara di appalto - avrebbe dichiarato la non sussistenza di alcuna delle situazioni ostative a carico della stessa ditta, così come previsto per legge.

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Ma secondo la ricostruzione accusatoria, a carico dell'azienda ci sarebbero state violazioni accertate per un importo di circa 10mila euro a seguito della cartella esattoriale di Equitalia. A quel punto - è questa l'accusa - per procurare un vantaggio alla ditta con la possibilità di invocare un vizio di notifica delle cartelle esattoriali, avrebbero utilizzato un nome di fantasia al momento della notifica della cartella. Inducendo così in errore i pubblici ufficiali della società di poste private in ordine all'esatta identificazione del destinatario. Attraverso alcuni accertamenti effettuati, la procura ha ricostruito il quadro poco chiaro in cui si sarebbe mosso l'imprenditore, difeso dall'avvocato Pietro Gigliotti, che comparirà dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Perugia il prossimo marzo insieme alla collaboratrice imputata, difesa dall'avvocato Maria Chiara De Pascalis.

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