Cuccioli abbandonati e traumatizzati, ora saranno i detenuti a prendersi cura di loro: il progetto

Ottanta detenuti potranno diventare operatori di canile e intraprendere un percorso per acquisire una professionalità spendibile in futuro, una volta scontata la pena

Ottanta detenuti potranno diventare operatori di canile e, affiancati da operatori del settore, intraprendere un percorso per acquisire una professionalità spendibile in futuro, una volta scontata la pena. Si chiama “Usciamo dalle gabbie” il progetto realizzato dal Comune di Spoleto, dal carcere della città ducale e dalla Fondazione Cave Canem, volto a favorire la socializzazione di cuccioli abbandonati e garantire il recupero comportamentale di cani adulti traumatizzati,  aumentando così le possibilità di adozione.

Il tutto, grazie alla partecipazione di circa ottanta detenuti (selezionati da un’apposita commissione) che frequenteranno il corso teorico - pratico della durata di un anno per operatore di canile tenuto da docenti esperti della Fondazione. Il progetto è stato curato nella fase organizzativa dal Comandante dell’istituto di Spoleto Marco Piersigilli e dal responsabile dell’area trattamentale Pietro Carraresi, che seguiranno il coordinamento anche nella fase attuativa.

“E’ un progetto di cui siamo molto orgogliosi – ha dichiarato l’assessore all’ambiente Maria Rita Zengoni – perché si pone un duplice obiettivo: coinvolgere i detenuti in un percorso formativo e lavorativo che gli permetterà di acquisire nuove conoscenze e, allo stesso tempo, assistere ed educare cuccioli e cani randagi. Riteniamo possa essere un’ulteriore occasione per far partecipare i detenuti anche alle attività lavorative nel nostro territorio”.

Durante le lezioni pratiche detenuti e docenti lavoreranno inizialmente con cani già inseriti in famiglia accompagnati dai proprietari; una volta che i detenuti avranno acquisito competenze, conoscenze e capacità, potranno supportare i professionisti coinvolti nelle attività di assistenza di cani e gatti senza famiglia.

I detenuti saranno poi impegnati anche nella realizzazione dell'area esterna alla Casa di Reclusione destinata ad ospitare alcuni cani e cuccioli del canile rifugio di Spoleto che necessitano di particolare assistenza e la colonia felina già presente nella struttura penitenziaria; cani e gatti randagi avranno a disposizione cucce accoglienti, ampi spazi verdi e potranno contare sull’assistenza e il monitoraggio costante di educatori cinofili, medici veterinari, operatori e volontari già impegnati in altri canili rifugio.

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“C’è grande entusiasmo intorno a questo progetto – sono state le parole del Direttore della Casa di reclusione di Spoleto, Giuseppe Mazzini – perché è il segno di un impegno fattivo e di ampio respiro, e un’opportunità straordinaria per i detenuti e per il futuro, una volta scontata la pena”.

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