Follia in carcere a Perugia, dà fuoco alla cella e armato di lamette si scaglia contro gli agenti

La Penitenziaria è riuscita comunque a fare irruzione nella cella per spegnere le fiamme e bloccare il detenuto. In 4 finiscono in Ospedale

Si è sfiorata la tragedia nel carcere di Perugia Capanne nella giornata di ieri. Prima l'aggressione ad un agente da parte di un detenuto, poi l'incendio in cella che ha provocato il caos e diversi operatori costretti a ricorrere alle cure mediche. La denuncia arriva Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del  Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.  

“Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto che ha appiccato un incendio nella cella dov’era ristretto, dando fuoco a tutto quello che vi era all’interno. L'episodio è avvenuto al Reparto circondariale. Aveva con sé in mano delle lamette per non fare intervenire i poliziotti che con grande professionalità e coraggio sono entrati nella cella  per salvare il detenuto che aveva appiccato un incendio nella stessa, Il tempestivo intervento dei poliziotti, con grande senso di responsabilità coraggio e professionalità, ha permesso di evitare più gravi e tragiche conseguenze. Un grazie di cuore a tutto il personale di Polizia Penitenziaria del carcere di Capanne  che con professionalità e abnegazione hanno evitato che tutte queste situazioni diventassero ancora più drammatiche”.

Solidarietà e parole di apprezzamento per la professionalità, il coraggio e lo spirito di servizio dimostrati di poliziotti penitenziari di Perugia arriva da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se  le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. E da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, gli episodi di violenza contro i poliziotti sono aumentati. Eppure, è solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie di Perugia e dell’Umbria”.

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