Cane chiuso in garage, il sindaco non può ordinare lo spostamento in canile o in un luogo più salutare

Proprietario dell'animale e Comune di Bastia Umbra davanti ai giudici amministrativi: "Polizia locale e sindaco dovevano segnalare il reato alla Procura"

Il cane non si può tenere in una rimessa condominiale, ne va della sua salute. È quanto sostengono il Comune di Bastia Umbra e il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale Umbria 1. Di diverso avviso il proprietario dell’animale nel ricorso al Tribunale amministrativo regionale, tramite gli avvocati Fabio Buchicchio e Roberta Grasselli.

Il tutto nasce da un’ordinanza del sindaco di Bastia Umbria con la quale veniva ingiunto al “proprietario di un cane, razza pastore tedesco, di provvedere allo spostamento dell'animale in altra struttura che permetta una detenzione dello stesso compatibile con il suo benessere psico-fisico, che non può essere garantito dall'attuale allocazione in una rimessa condominiale”. Secondo il servizio veterinario il cane sarebbe stato sottoposto ad “una privazione sensoriale e ad una condizione di isolamento” poco salutare. Per il proprietario dell’animale sia l’ordinanza del sindaco sia la decisione della Commissione comunale per i diritti degli animali sono sbagliati.

Il cane, “una femmina di razza pastore tedesco, regolarmente iscritto all’anagrafe canina” è accudito dal proprietario e dal padre di questi nel garage condominiale, quando per motivi di lavoro non è in casa. Gli agenti della Polizia locale sono intervenuti “a seguito di segnalazione di una guardia zoofila” per verificare in quali condizioni fosse tenuto il cane. Nel corso del sopralluogo veniva rilevato che il cane era “all’interno del garage sito al piano interrato dell'edificio, in un box in muratura di mt 3,20 di lunghezza per 1,20 di larghezza, realizzato in fondo alla stessa rimessa e, all'interno del quale, non erano presenti ciotole contenenti cibo né acqua”. Un veterinario attestava che l’animale era “in apparenti buone condizioni di salute”, nonostante diverse violazioni del regolamento comunale per la tutela degli animali: maltrattamenti per aver tenuto l’animale in garage e per la dimensione del garage.

I giudici amministrativi hanno dato ragione al proprietario dell’animale in quanto la competenza di adottare simili provvedimenti non spetterebbe al sindaco, non essendo “contingibile ed urgente”. Cioè non ci si trova di fronte ad “emergenze in materia sanitaria e di igiene pubblica”. La Polizia locale e il sindaco avrebbero dovuto rivolgersi alla Procura “in ordine alla rilevanza dei fatti sotto il profilo penale ed in particolare ai sensi dell’art. 544 ter codice penale”.

Le competenze comunali, di fatto, si riducono “all’attuazione dei piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione, al risanamento ed alla gestione di canili e gattili” oppure nella “vigilanza sulla osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali”.

Da qui discende “l’accoglimento del ricorso, ritenendo fondato il motivo con il quale si deduce il vizio di incompetenza, e di annullare, per l'effetto, il provvedimento sindacale impugnato”.

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