Occupano ma restaurano casale a proprie spese, la Regione chiede risarcimento e li sbatte fuori

Una questione controversa, appunto, che ha per protagonisti la verde Umbria ed i residenti di Caicocci. La prima ha messo in vendita l'appezzamento da tempo, mentre i secondi stanno lavorando per rendere vivibile il luogo

Oggi, la tenuta conta ben 13 casali e 190 ettari di terreno, sui quali vivono quali “custodi sociali”, una decine di persone, disposte ad accoglierne altre, affinché la loro iniziativa possa diventare un posto di accoglienza per tutti coloro che non hanno più un lavoro e cercano un posto per iniziare una nuova vita a contatto con la terra. E quindi per dare fruibilità collettiva all’intero bene.

Una questione controversa, appunto, che ha per protagonisti la verde Umbria ed i residenti di Caicocci. La prima ha messo in vendita l’appezzamento da tempo, mentre i secondi stanno lavorando per rendere vivibile il luogo, per dare lavoro anche ad altre persone e per renderlo fruibile a tutti. Un pensiero nobile, verrebbe da pensare, se non fosse che quattro persone sono state denunciate.

Era una giornata qualunque a Caicocci. Tre giovani erano lì, quando improvvisamente sono arrivate le forze dell’ordine. La denuncia per invasione di edificio (una legge ormai in disuso, risalente al codice Rocco del 1930) è scattata immediata. A finire nei guai anche una quarta persona, citata a giudizio in sede civile per aver mandato una semplice mail nella quale invitava l’assessore Paparelli ad incontrare il Comitato. 

Adesso Palazzo Donini chiede in sede civile, non solo un risarcimento danni, ma anche la restituzione della proprietà. Da qui una lunga diatriba, sfociata, in tre manifestazioni davanti al tribunale civile di Perugia, in piazza Matteotti, ultima quella di oggi. La risposta da parte del “Comitato Caicocci Terra Sociale" è semplice: “Non parleremo con la Regione Umbria fino a quando la proprietà rimarrà in vendita”. “E’ un bene demaniale, quindi un bene comune, che con il decreto 2010, il cosiddetto federalismo demaniale, è passato di competenza alle regioni che ora ha anche la facoltà, palesemente incostituzionale, di venderlo ai privati”. Mentre fuori i “proprietari morali” di Caicocci manifestavano animatamente, dentro il tribunale di Perugia gli avvocati Luca Ceccarelli e Francesco Di Pietro, legali di tre giovani, discutevano la causa. Adesso dovrà, infatti, pronunciarsi il giudice e decidere se dare ragione alla Regione o meno. I giovani non hanno però perso la speranza e con l’ottimismo nel cuore hanno deciso di aprire le porte di Caicocci per tre giorni, oggi, domani e domenica 15 febbraio. Giorni in cui tutti potranno lavorare al fianco dei ragazzi e comprendere il potenziale che la solidarietà e la volontà d’animo possono 

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