Avvocatessa cade dalle scale del tribunale e si frattura 4 vertebre: Comune condannato a risarcirla

In seguito alla caduta la giovane professionista riportò fratture alle vertebre con una prognosi di 45 giorni. La vicenda giudiziaria si è conclusa con una condanna

Una lunga battaglia giudiziaria fra una giovane avvocatessa e il Comune di Todi, conclusasi nei giorni scorsi con la condanna dell’Ente comunale ad un risarcimento di circa 30mila euro in favore della professionista che, nel maggio del 2009, cadde rovinosamente dalle scale del tribunale.

Nel percorrere a piedi le scale del Palazzo di Giustizia di Todi - il cui immobile è di proprietà del Comune .- l'avvocatessa scivolò a causa delle pessime condizioni in cui versavano le scale, "rese altamente sdrucciolevoli dall'usura del tempo e non rispondenti alle norme legislative in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" - si legge nelle carte. 

A seguito della caduta fu subito soccorsa da un collega e accompagnata al pronto soccorso dove le furono diagnosticate quattro vertebre fratturate con una prognosi di 45 giorni, a cui seguì un lungo periodo di terapie riabilitative e di forzata inattività. 

"E' stata dura ma alla fine è stata fatta giustizia - afferma l'avvocato Simone Marchetti, legale della donna - E' notorio che le scale di Palazzo dei Priori a Todi versavano (e purtroppo versano tuttora) in condizioni pietose e inaccettabili, soprattutto considerando che il Palazzo ospita uffici aperti al pubblico in cui gli operatori e i cittadini transitano ogni giorno. La mia assistita, oltretutto, affrontò la scalinata con la dovuta cautela e non indossando scarpe con il tacco (che pure è lecito indossare, beninteso). Malgrado ciò, non potè fare nulla per evitare una caduta che ebbe conseguenze fisiche, morali e patrimoniali certamente non trascurabili. Per questo esprimo piena soddisfazione per il risultato ottenuto". 

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Il Comune è stato condannato dal giudice Lavanga al risarcimento dei danni riportati dalla professionista, oltre che al pagamento delle spese legali, per un ammontare di 30mila euro. 

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