Giustizia lumaca: bocciato agli esami di riparazione, fa ricorso, ma si diploma prima della sentenza

Cinque anni per arrivare ad una sentenza di “difetto di interesse” sulla decisione del Tribunale amministrativo regionale

Lo studente bocciato agli esami di riparazione si rivolge al Tribunale amministrativo per contestare la decisione del collegio dei docenti, ma fa in tempo a diplomarsi e scegliere il corso universitario prima di ottenere una sentenza.

Il giovane, assistito dall’avvocato Enrico Menichetti, aveva fatto ricorso contro la scuola, un istituto perugino, e l’Ufficio scolastico regionale per ottenere l’annullamento, previa sospensiva, “della deliberazione e del verbale (non noti nel numero né nelle motivazioni) del consiglio della classe ... che, in sede di scrutinio finale svoltosi all’esito della verifica di recupero del 3/09/2015, ha disposto la ‘non ammissione’ dello studente ... alla classe successiva” lamentando “eccesso di potere” nello “svolgimento delle verifiche di recupero mediante la sola prova scritta anche in materie scritte e orali”.

Il Tribunale amministrativo il 7 ottobre 2015 aveva respinto la domanda cautelare ritenendo “infondata la pretesa all’ammissione con riserva alla classe successiva” non avendo fornito “elementi idonei a confutare nemmeno in via prognostica il giudizio tecnico fortemente negativo espresso”. E l’attività si era fermata a questi atti.

Il 22 ottobre del 2019, all’udienza pubblica di smaltimento degli arretrati, il difensore del ricorrente aveva “rappresentato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione avendo successivamente ottenuto la maturità scientifica”.

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I giudici amministrativi, quindi, hanno dichiarato “l’improcedibilità del gravame e compensazione delle spese di lite”.

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