"Mi ha ridotto così divertendosi": Caterina denunciando tutto è riemersa dall'abisso: massacrata ma viva

Una giovane e bellissima ragazza di Bastia ha denunciato le violenze subite pubblicando su facebook i "morsi" dello squalo. Non era amore, e lui non è un uomo. Le foto e il racconto

"Tocchi il fondo e non risali. Ti innamori degli abissi e poi ti divorano gli squali": aveva postato questa frase sul suo Facebook il 29 novembre scorso. Il 5 dicembre ha avuto il coraggio di riemergere, grazie a Dio viva, ed ha mostrato tutti i morsi, sul suo viso e sul corpo, degli squali incontrati giù, in quel fondo buio, in quel baratro dove, da molto tempo probabilmente, era rimasta imprigionata. Ma stavolta la risalita c'è stata dopo aver toccato il fondo ed essere sopravissuta. Caterina Degli Esposti - una giovane e bellissima ragazza di Bastia Umbra - è libera, malconcia, ma libera. E si è liberata denunciando tutto: prima alle forze dell'ordine e poi postando sulla sua pagina facebook "i morsi dello squalo": il viso tumefatto e gonfio, gli occhi semi chiusi dalle botte e sul corpo tanti segni, tante ferite. 

Quello che non ha potuto far vedere sono le violenze che hanno segnato la sua anima. Caterina è stata picchiata, umiliata e resa quasi irriconoscibile da una persona che amava. Uno che è uomo solo all'anagrafe, ma nelle azioni e nella vita reale è stato solo una bestia feroce. Un uomo-bestia punto e basta. Non c'è ragione al mondo per fare quello che ha fatto. Nessun alibi, nessuna attenuante. Più delle foto fa impazzire di rabbia quella frase scritta da Caterina dopo il trattamento subito: così mi ha ridotto divertendosi. Impressionante.

Lei invece è una donna vera, un esempio per tutte, è bellezza e coraggio, è orgoglio donna, è la dimostrazione che dall'abisso si può risalire anche quando tutto sembra perduto, anche quando un amore malato è una pesante zavorra di piombo e ti tira giù. Caterina ha deciso di vincere una battaglia che non riguarda solo lei, ma le centinaia di donne che, in Umbria, subiscono violenze fisiche e psicologiche. Combatte anche in ricordo delle troppe donne-ragazze-mamme che nell'abisso hanno trovato la morte. Si batte perchè altri uomini sappiano che la violenza è roba da senza palle, da vigliacchi, da bestie. L'Uomo, il maschio, è altra cosa. Grazie Caterina per il tuo coraggio.

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