Basilica di San Francesco, torna a splendere calice del 1200

Il calice venne commissionato dal Papa francescano Niccolò IV e realizzato dall’orafo senese Guccio di Mannaia firmato con l’iscrizione maiuscola gotica  “Guccius Mannaie de Senis fecit”. 

Torna a mostrarsi in tutto il suo splendore, nel Tesoro della Basilica di san Francesco d'Assisi, il Calice realizzato da Guccio di Mannaia per Papa Niccolò IV (1288-1292). Venerdì 2 ottobre alle 16.30 presso la Sala Stampa del Sacro Convento si terrà la presentazione dell’opera -  tra i capolavori dell’arte medievale -  a seguito di un attento restauro eseguito nei laboratori dei Musei Vaticani.

"Un calice come questo, ai livelli di singolarità e di eccellenza dispiegati nell’occasione da Guccio di Mannaia, nella tecnica esecutiva, nella iconografia, nei significati simbolici, può essere complesso e arduo da comprendere come una cattedrale" ha dichiarato il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci.

Il prezioso calice in argento dorato e smalto traslucido, alto 22 centimetri, è decorato con 96 smalti ordinati alla base del gambo e forma un programma iconografico relativo all’Eucarestia. Venne commissionato dal Papa francescano Niccolò IV e realizzato dall’orafo senese Guccio di Mannaia firmato con l’iscrizione maiuscola gotica  “Guccius Mannaie de Senis fecit”. 

La presentazione - Ai saluti del Custode del Sacro Convento di Assisi, Padre Mauro Gambetti, del segretario regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Umbria, dott.ssa Luisa Montevecchi, e del direttore dei Musei Vaticani, dott. Antonio Paolucci, seguirà la relazione del direttore del Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco ad Assisi, Padre Luigi Marioli, dal titolo “Il mecenatismo di Niccolò IV”.

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Alle 17 e 30 sarà la volta della professoressa Elisabetta Cioni, dell’Università degli Studi di Siena, con una relazione sul tema “Guccio di Mannaia e l’oreficeria senese del XIII secolo”, cui faranno seguito gli interventi della dottoressa Barbara Pinto Folicaldi, del Laboratorio di Restauro Metalli e Ceramiche dei Musei Vaticani, e del dott. Fabio Morresi, del Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro dei Musei Vaticani, che illustreranno nel dettaglio le ricerche scientifiche e l’intervento di restauro effettuati.

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