Ricariche telefoniche in cambio di sesso e telefonate hot con ragazzine: il presunto orco incastrato dalle intercettazioni

Induzione della prostituzione minorile, promesse di aiuti economici e ricariche per il telefono da 5 euro. Per l'imputato si aprirà il processo

Immagine di repertorio

Atti sessuali con ragazzine di 16, 17 anni in cambio di regalie e ricariche telefoniche. Sono almeno cinque le giovanissime, all’epoca dei fatti tutte minorenni, cadute nelle grinfie di un uomo di quasi sessant’anni, oggi alla sbarra con l’accusa di induzione della prostituzione minorile. Il gip del tribunale di Perugia, Piercarlo Frabotta, ha così disposto – dopo una camera di consiglio durata una manciata di ore – il rinvio a giudizio per l’imputato: la prima udienza dinanzi al primo collegio è stata fissata per il  3 marzo 2020. Tra due anni... purtroppo sono questi i tempi della giustizia italiana.

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I fatti contestati all'imputato, originario del tifernate, risalgono al 2013. Grazie anche alle intercettazioni telefoniche, è stato ricostruito come il 60enne si sarebbe intrattenuto con le giovanissime in cambio di una ricarica telefonica di 5 euro o - in un altro caso - promettendo alle minori piccole somme di denaro o generiche promesse di aiuto. Nel capo d'imputazione formulato dal pm Giuseppe Petrazzini, ci sarebbero anche "reiterati" atti sessuali ai danni di una giovanissima minore di 14 anni, compiuti dal giugno a dicembre del 2009. Inoltre, emerge come l'uomo, secondo l'accusa, avrebbe indotto una delle vittime a conversazioni telefoniche "erotiche" in cambio di ricariche di denaro effettuate sulla tessera prepagata della madre. Una delle giovani, oggi maggiorenne, si è costituita parte civile con l'avvocato Andrea Castori mentre la difesa dell'imputato - l'avvocato Francesco Paolieri - in sede di udienza preliminare ha eccepito la nullità di alcuni capi d'imputazione. Richiesta non accolta dal giudice che ne ha disposto il rinvio a giudizio. 

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