Dalla mamma coraggio a chi chiede aiuto con un sms: come uscire dall'inferno della violenza

L'associazione Margot, dopo aver istituto il primo prestito d'onore per donne vittime di violenza, racconta i primi risultati ottenuti. Uscire dalla violenza si può

Sono racconti difficili da ascoltare, ma sono storie comuni che dietro il paravento delle mura di casa, nascondono spesso le insidie e i veleni della violenza. C’è la mamma coraggio che con tre figli piccoli e senza un lavoro, è riuscita a denunciare il marito – padrone e a rifarsi una vita, c’è una giovanissima che ha subito violenza dal fidanzato più grande, c’è la donna prigioniera e spiata in casa dal compagno e che sta cercando aiuto.

La violenza ha tanti volti; non è solo un livido visibile o uno schiaffo, c’è il ricatto economico, la violenza psicologica in grado di annullare una persona, c’è il terrore che prima o poi, colui che ti ha giurato amore, possa essere anche il responsabile della sua fine. E a fianco di queste donne, ormai da quatto anni c’è l’associazione Libertas Margot, che ha messo in campo una serie di iniziative per il contrasto alla violenza di genere. Oltre ad aver creato il primo sportello per autori di maltrattamenti (Margot. Net) ha istituito il prestito d’onore per le vittime e creato una start up artistica per dare lavoro alle donne.

Una vera e propria  battaglia contro la violenza, quella messa in campo da Vanna Ugolini, Massimo Pici (presidenti dell’associazione), dalla psicologa Lucia Magionami e da un pool di professionisti che si occupano di offrire un supporto alle vittime a tutto tondo. Ed è in occasione di una conferenza stampa organizzata questa mattina a Palazzo Donini, che l’associazione ha voluto raccontare i primi importanti risultati e i successi ottenuti in 4 anni di duro lavoro.

“Questa associazione è uno strumento di contrasto nella lotta alla violenza di genere e del bullismo attraverso i valori sani. “Con queste parole, la consigliera di Parità della Regione Elena Tiraccorendo, ha voluto sottolineare l’impegno profuso dall’associazione, parole condivise anche dall’avvocato Gemma Bracco, impegnata nel contrasto alla violenza sulle donne sia come legale, sia come consigliera di Parità della Provincia di Perugia.

“Abbiamo messo in campo parecchie armi – ha spiegato la presidente Vanna Ugolini – aiutiamo sia uomini che donne, non abbiamo finanziamenti pubblici e lavoriamo gratuitamente, mettendo al servizio di chi si rivolge a noi, ognuno le proprie specifiche competenze professionali e umane”.

“Ora stiamo seguendo una donna straniera fortemente controllata dal marito. La segue, controlla ogni sua mossa, al lavoro, in casa. Lei sta facendo denuncia attraverso la nostra associazione. Tramite sms (non può neanche parlare al telefono, perché controllata) pezzo per pezzo ci sta ricostruendo la sua drammatica storia”. Abbiamo anche una ragazzina che ha subito violenza dal suo ex fidanzato. E’ stata la madre a rivolgersi a noi. La vittima è poi riuscita a raccontare tutto ciò che le era successo, ed era devastante".

Il prestito d'onore e la forza di uscire dall'inferno domestico. Spesso le donne vittime di violenza, una volta che decidono di sporgere denuncia spesso non hanno gli strumenti economici e finanziari per poter iniziare a ricostruirsi una nuova esistenza lontano dal proprio carnefice, ed è per questo che l'associazione Margot ha deciso di istituire il primo prestito d'onore in Italia, una piccola somma che viene consegnata alla persona per potersi pagare le prime spese iniziali,  poi restiuito nel tempo a tasso zero. Sono tre le donne che hanno potuto usufruire di questo micro credito - uno è stato interamente restituito - spiega Vanna Ugolini.

"La prima a riceverlo è stata una mamma con tre figli, vittima di un marito violento. La seconda una giovane ragazza violentata dal padre e il terzo  un'altra mamma, scappata di casa dopo che la figlia le aveva dato tutta la forza necessaria per andarsene e denunciare la situazione". L'associazione inoltre, oltre a tenere corsi a scuola per sensibilizzare i giovanissimi contro la violenza e il bullismo, ha creato una start up artistica per dare lavoro alle donne che escono da situazioni familiari difficili e complesse. Realizzano, creano e producono borse artistiche. 

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Alla conferenza hanno preso parte anche la giovane avvocatessa Elena Messi, anche lei a fianco dell'associazione per aiutare le donne vittime di violenza, la psicologa Lucia Magionami e la consigliera regionale Carla Casciari. Il sentimento comune di tutte queste donne impegnate sul campo, è arrivare ad avere tutti gli strumenti per cambiare faccia alla società e creare le condizioni affinchè la cultura del rispetto e della parità, sia auspicabile e tutelata ad ogni livello. 

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