Nervi saltati, accordo saltato. Da una parte i sindacati e le maestre e dall'altra invece il sindaco Wladimiro Boccali e l'assessore comunale Monia Ferranti. Motivo del contendere: la riorganizzazione della pianta organica dei fondamentali asili nido di Perugia e anche il taglio dei contratti a termine di una trentina di maestre che sarebbero ormai insostenibili per il bilancio dopo i tagli del Governo agli enti locali. Boccali e Ferranti, nel corso della riunione pomeridiana di oggi 6 luglio, hanno ribadito l'impossibilità (e la volontà) di modificare la loro formula salva-bilancio e a loro dire salva anche qualità dell'asilo.
Nello specifico si prevede di assegnare ad ogni maestra sei bambini fino a 12 mesi di età e il numero sale a 8 per quelli dai 12 mesi fino a 36. Nel programma sono previsti anche nuovi posti da reperire all'interno le strutture già esistenti. Fuori le precarie anche se si cercherà di trovare una soluzione extra pubblico impiego.
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Le Rsu e i sindacati sono rimasti invece molto amareggiati da questa chiusura anche perchè sul tavolo avevano portato una proposta già mediata rispetto al passato: sette bambini, a prescindere all'età, per ogni maestra e il tentativo di salvare i posti delle precarie accettando soluzioni alternative. Niente da fare. E a quel punto la rottura è stata furiosa. Le maestre hanno urlato ai quattro venti che occupereranno il prossimi consiglio comunale. Anche a costo di dormirci dentro per far fare un passo indietro al comune.





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