Aggredito agente al carcere di Spoleto: 75 giorni di prognosi

Un agente del carcere di Maiano è stato aggredito da un detenuto di 23 anni, condannato per associazione mafiosa. L'assistente capo ha rimediato 75 giorni di prognosi

Un assistente della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Spoleto è stato aggredito martedì mattina alle ore 11, nella sezione di alta sicurezza del carcere di Spoleto, da un detenuto che lo ha costretto a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale cittadino. La prognosi, secondo quanto riferise il sindacato del Sappe, è di 75 giorni.

L’assistente capo di polizia penitenziaria ha riportato la frattura del naso e dello zigomo e per questo, potrebbe essere sottoposto nei prossimi giorni ad un delicato intervento chirurgico. L'uomo è stato selvaggiamente preso a pugni da un detenuto italiano per futili motivi.

Il segretario regionale del Sappe Umbria, Fabrizio Bonino si fa portavoce del disagio per l'ennesiama aggressione subita nel carcere umbro: “E’ l’ultimo episodio di aggressioni subite dalla polizia penitenziaria nel carcere spoletino. A nulla sono valse le ispezioni ministeriali e i continui nostri solleciti per sovvertire drasticamente lo stato di completo abbandono da parte della direzione di Spoleto che continua imperterrita nel ‘buonismo’ nei confronti di detenuti che quotidianamente si rendono responsabili di infrazioni disciplinari e comportamenti irrispettosi nei confronti dei colleghi. Chiediamo una nuova urgente ispezione  che faccia chiarezza finalmente e fino in fondo sull’inefficace applicazione del sistema sanzionatorio del carcere spoletino".

Prima di concludere Bonino annuncia che nel prossimo futuro, potrebbero esserci aazioni eclatanti: "Annunciamo lo stato di agitazione non escludendo iniziative estreme tipo “l’autoconsegna” fino a che il provveditorato regionale e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non assumeranno iniziative concrete e risolutive. Contestiamo a 360 gradi la nuova circolare del neo capo del dipartimento Giovanni Tamburino sulla ‘sorveglianza dinamica e sul patto con i detenuti’ e invitiamo il neo capo del Dap a trascorrere una giornata nelle sezioni degli istituti penitenziari e valutare solo dopo l’applicabilità di certe aberranti previsioni”.
 

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