African Shop, era un supermercato dello spaccio: droga a tutti, bastava chiedere

Nel supermercato dello spaccio di via Sicilia si vendeva di tutto: dalla marijuana, cocaina, eroina e hascisc. Su 24 identificati facenti parte del giro del clan nigeriano, 13 sono stati oggetto di custodia cautelare in carcere, obbligo di dimora, sei gli espulsi

Un vero e proprio supermercato della droga sotto la copertura di un frequentato negozio-bar di alimenti e bevande etniche. L'African Shop tra via Mentana e via Sicilia, ad un passo dal sottopasso degli scippi di Fontivegge, era la base logistica di un traffico di droga sia al dettaglio che all'ingrosso - qui si rifornivano anche pusher tunisini e marocchini - dove per la prima volta dopo sospetti e denunce si è riusciti a provare il legame tra la proprietaria - una nigeriana - e il gruppo di giovani spacciatori.

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"Tutto questo é provato - ha spiegato Marco Chiacchiera - da intercettazioni ambientali e video grazie ad un grande lavoro di installazione di apparecchi. La proprietaria collabora e in qualche maniera forma e protegge I nuovi pusher che sono tutti giovani clandestini dell'ultima ora e sono richiedenti asilo".

LE INTERCETTAZIONI: "Siamo venuti qui prima di voi, vi abbiamo fatto fare di tutto"

Nel supermercato dello spaccio si vendeva di tutto: dalla marijuana, cocaina, eroina e hascisc. Su 24 identificati facenti parte del giro del clan nigeriano, 13 sono stati oggetto di custodia cautelare in carcere, obbligo di dimora, sei gli espulsi. Questi ultimi sono considerati pericolosi socialmente perché volevano vivere con proventi di illeciti. Tutti e sei sono stati cacciati da questa mattina e trasferiti al centro espulsione di Bari e nelle prossime ore saranno rimpatriati.
Solo "mama", la proprietaria dell'African Shop, ha un passaporto italiano. La donna è stata incastrata dalle sue stesse parole quando ha detto "vi abbiamo dato l'opportunità di spacciare nel locale e fuori. Ma non vi fate rispettare...contro I marocchini...siete una vergogna".

IL VIDEO: Ecco come si spacciava all'African Shop di Fontivegge

Altro elemento che ha fatto chiudere il negozio é stato il fatto che per andare a prendere la droga non bisognava chiamare per un appuntamento - come si fa con pusher tunisini - ma bastava andare li e chiedere. Bastava aspettare un po e la droga veniva consegnata a tutti. Anche se per la prima volta arrivati al negozio. Molti I clienti minorenni serviti. Il negozio è stato chiuso e la licenza ritirata. Per l'indagine è stata allestita una vera e  propria task-force con agenti inviati anche da Roma, ancona, Viterbo.

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