Aeroporto in crisi: la profezia di Fagotti, le tasse di Renzi e i soldi chiesti da Alitalia

Tutto quello che c'è da sapere sull'ondata negativa che ha investito lo scalo perugino dopo due anni di ottimi risultati e il riconoscimento "a scalo nazionale". Perugia scende in pista: "Rischiamo di perdere turisti e fama internazionale"

A fine marzo è previsto un incontro tra il sindaco di Perugia e la Regione dell'Umbria per cercare di capire cosa stia accadendo all'aeroporto di Sant'Egidio e come sia possibile salvare il salvabile per il 2015 e cercare un rilancio immediato nel 2016 per evitare un crollo che potrebbe essere definitivo dopo tanti anni di speranze e investimenti. 

L'amministrazione comunale detiene una piccola quota - il 5,8 per cento delle azioni - ma sa benissimo che si deve muovere da protagonista anche perchè Perugia rischia di perdere turisti (soprattutto stranieri) e anche studenti universitari. Da qui la decisione di mettere l'aeroporto al primo punto della strategia di governo da qui ai prossimi mesi: "E’ evidente - ha scritto il sindaco - che gli aeroporti, come quello di Sant’Egidio, necessitano di un modello di governance stabile e di un presidio strategico che non può prevedere lunghi momenti di discontinuità. Noi, per quel che ci compete, siamo pronti a fare la nostra parte, ed è necessario che tutti gli enti ed istituzioni coinvolti agiscano senza indugi e con le idee chiare per tutelare e rilanciare il ruolo dell'aeroporto perugino”. 

Persi i voli di Ryanair, ora la quasi disdetta di Alitalia per la tratta Perugia-Roma e Roma-Perugia rischia di far saltare il banco: "Destano preoccupazione - ribadisce Romizi - le notizie riportate in questi giorni dalla stampa del calo di interesse anche di Alitalia, dopo il taglio dei voli annunciato da Ryanair, nei confronti dell'aeroporto di Perugia.Lo scalo umbro è di strategica e fondamentale importanza per il turismo e l'economia tutta della città e dell'intera regione". Non si può perdere altro tempo anche perchè la Sase è senza un manager-presidente e il vuoto deve essere colmato per prendere nuove strategie. 

PERCHE' RYANAIR LASCIA? Senza tanti giri di parole. La compagnia low cost irlandese lascia anche Perugia perchè il Governo Renzi ha fatto lievitare la tassa comunale di 2,5 euro che porta la cifra a ben 9 euro per ogni biglietto venduto negli aeroporti italiani. Con questa mossa del Governo Perugia perde una fetta importantissima di pubblico: tra i 40-50mila passeggeri. 

CHE COSA VUOLE ALITALIA PER RESTARE? Il volo Perugia-Roma e Roma-Perugia era la grande scommessa della Sase dato che permetteva in 30 minuti di arrivare a Fiumicino e prendere qualsiasi tratta internazionale senza perdere tempo o cercare parcheggio nella mega-struttura. Evidentemente il flusso previsto di clienti non c'è stato. Ora fino al 10 aprile i servizi saranno garantiti con i bus per chi ha prenotato in precedenza un biglietto. E dopo? La Regione e la Sase stanno ancora trattando per mantenere il volo. Ma Alitalia vuole che partecipino alle spese. Rischiesta ufficiale svariati milioncini di euro. 

LA "PROFEZIA" DI FAGOTTI AI PRIMI DI MARZO - "Qui ci vogliono 10 milioni di euro subito se non vogliamo tornare indietro di 10 anni": era solito ribadirlo ai politici e agli imprenditori l'ex numero uno della Sase Fagotti molto preoccupato nell'ultimo periodo della sua gestione. Poi sono arrivate le sue dimissioni irrevocabili per "motivi familiari". Problema aeroporto sottovalutato?

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