Giudici accoltellati in tribunale, 53enne spedito in carcere per tentato omicidio

L'uomo aveva con sè due coltelli. Le accuse vanno dal tentato omicidio pluriaggravato a lesioni personali e danneggiamento

Porto di oggetti atti ad offendere, tentato omicidio pluriaggravato, lesioni personali e danneggiamento aggravato. Sono queste le accuse nei confronti di Roberto Ferracci, un albergatore originario di Spello che questa mattina ha accoltellato due magistrati al tribunale civile di Perugia.  

Caos al tribunale di Piazza Matteotti. E' da poco passato mezzogiorno quando l’uomo, armato di due coltelli, entra in tribunale, sale le scale e di dirige nella stanza del giudice Francesca Altrui. Qui estrae la lama e la colpisce alle spalle. Le urla della donna hanno però subito allertato un collega, il magistrato Umberto Rana, che si è precipitato in stanza, prendendo a spallate la porta e cercando di salvarla. Ma l'ira del 53enne si è scagliata anche contro il secondo giudice, rimasto anche ferito dopo essere stato raggiunto da un fendente. Rimasto lievemente contuso anche un dipendente, che è stato medicato sul posto. I due magistrati sono stati invece trasportati all'ospedale Santa Maria della Misericordia, non sono in gravi condizioni ma la prognosi - secondo fonti ospedaliere - è di una quindicina di giorni. 

I poliziotti (due equipaggi delle Volanti, una pattuglia del Posto di Polizia del Centro Storico e un equipaggio in servizio di vigilanza dinamica agli Uffici Giudiziari) hanno rintracciato e fermato  il responsabile, che è stato condotto in Questura. I poliziotti, bloccato il reo, hanno coadiuvato i soccorsi prestando la prima assistenza alle vittime in attesa dell’arrivo del personale del 118.

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In attesa dell'autorità giudiziaria, il 53enne è stato trasferito a Capanne, sono in corso gli accertamenti per chiarire le motivazioni che hanno spinto l'uomo a compiere il folle gesto. Un gesto, già gravemente condannato da istituzioni, ordine degli avvocati, sindacati e esponenti del mondo politico. Ora più che mai torna anche alla ribalta il nodo sicurezza nei palazzi di giustizia; affinchè fatti di questa portata non avvengano più con tale facilità. 

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