Accoltella il marito mentre dorme, arresto convalidato. Dietro il drammatico gesto, l'ombra della depressione

Arresto convalidato, custodia cautelare in carcere e accertamento delle condizioni psichiche della 54enne che domenica 1 settembre ha raggiunto con un fendente il marito mentre dormiva per poi rivolgere l’arma contro se stessa

Arresto convalidato, custodia cautelare in carcere e accertamento delle condizioni psichiche della 54enne che domenica 1 settembre ha raggiunto con un fendente il marito mentre dormiva per poi rivolgere l’arma contro se stessa. Fortunatamente, nonostante il terribile destino che la donna aveva deciso di riscrivere per entrambi, sono stati raggiunti tempestivamente dal personale del 118 e trasportati in ospedale per tutte le cure del caso. L’uomo, in particolare, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e poi trasferito nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata. L’indagata è stata medicata e dimessa, con una prognosi di trenta giorni.

Lo scenario che si è presentato davanti agli occhi dei poliziotti, domenica mattina, è apparso comunque fin da subito chiaro. Nell’ingresso dell'abitazione dei coniugi, situato nella prima periferia di Perugia, l’uomo e la donna erano riversi a terra. Poco distante da loro, invece, un coltello da cucina con cui la donna aveva ferito gravemente il suo compagno di vita. Sul corpo dell’uomo, tracce evidenti di quell’insensato gesto: è stato lui, ancora cosciente al momento dell’intervento dei sanitari del 118 e della polizia, a spiegare di essere stato accoltellato nel sonno dalla moglie, sottolineando come la stessa soffra di depressione da un po’ di tempo. Nessuna segnalazione di violenza domestica o di litigi è mai giunta alla Questura, nessun apparente conflitto, se non un oscuro e subdolo male che piano piano si sarebbe insinuato nell’anima e nella quotidianità della donna.

Nel corso dell’interrogatorio reso dinanzi al Gip questa mattina, la stessa indagata avrebbe riferito di un malessere che l’affliggeva da tempo, tanto da non mangiare né dormire. Anche i rapporti con il marito sarebbero stati “buoni” e proprio l’uomo, accortosi per primo delle sue condizioni, avrebbe spinto la moglie a consultare uno specialista per intraprendere un percorso di cura, ma senza essere ascoltato.

Un malessere forse cresciuto giorno dopo giorno, fino a portarla a compiere un gesto drammatico e senza un movente. L'indagata ha inoltre spiegato che quella domenica si sentiva "fuori di sè" e di non essersi resa conto di cosa stava facendo. Una situazione delicata quanto drammatica, che ora andrà approfondita. Il giudice, all'esito della convalida d'arresto, ha disposto l'acertamento delle condizioni mentali della donna mediante osservazione pschiatrica da effettuarsi presso una struttura penitenziaria abilitata, autorizzando da subito il suo trasferimento in attesa che l'Amministrazione competente individui quella più adatta alla sua precisa condizione.

Il legale della donna, l'avvocato Salvatore Cavuoti, chiederà con le forme dell'incidente probatorio una perizia psichiatrica volta ad accertare la capacità di intendere e di volere della sua assistita al momento del fatto. La donna, al momento, resta nel carcere di Capanne sotto stretta osservazione. 

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