Rimpatriato dopo 10 anni di menzogne: fingeva di essere marocchino per non lasciare l'Italia

Undici gli arresti operati dalle forze di Polizia nei suoi confronti in città, cui si sommano quelli operati a Padova, Milano e Firenze , segno del suo radicamento nei principali clan gestiti da connazionali

Si è conclusa ieri con la sua espulsione, come misura alternativa alla detenzione, la permanenza sul territorio nazionale di Merez L. , del ‘83 cittadino tunisino, in Italia dal 2005, particolarmente attivo nelle attività di spaccio di stupefacenti. Undici gli arresti operati dalle forze di Polizia nei suoi confronti in città, cui si sommano quelli operati a Padova, Milano e Firenze, segno del suo radicamento nei principali clan gestiti da connazionali.

Per 10 anni ha evitato il rimpatrio, dopo che l'uomo  si è sempre dichiarato marocchino, con sei identità diverse, ma le autorità consolari del Marocco non gli rilasciavano un documento valido per il rimpatrio in quanto non censito nella loro anagrafe con le generalità da lui riferite.

Ma in questi giorni, durante il suo periodo di detenzione a Capanne dopo l’arresto operato dalla Squadra Mobile la scorsa estate per fargli scontare periodi di detenzione per condanne definitive, è arrivata la sua certa identificazione dalle autorità Tunisine che hanno rilasciato un documento valido per fargli varcare la Frontiera per il suo ritorno in Patria. Per i Poliziotti dell’Ufficio Immigrazione ieri è stato quindi possibile trasferirlo, direttamente dal carcere a Roma, in Aeroporto per il suo ritorno a Tunisi.

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