Avvocato risponde

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Coppie di fatto: tutele e "Contratti di Convivenza"

La tutela giuridica esistente per le coppie conviventi non sposate (c.d. coppie di fatto) e la possibilità di stipulare contratti di convivenza che regolino gli aspetti economici, ma non solo, della vita familiare

IL QUESITO: Alcuni lettori mi hanno chiesto qual è l'attuale tutela giuridica che l'ordinamento italiano riconosce alle coppie conviventi non sposate (c.d. coppie di fatto o more uxorio) e se vi sono possibilità di regolamentare fra le parti la vita quotidiana e gli aspetti economici del rapporto.

COSA DICE LA LEGGE: al momento attuale, come è noto a tutti, manca una legge organica che regolamenti i rapporti economici, successori, sociali, delle coppie conviventi che non hanno contratto matrimonio. Negli anni scorsi sono stati presentati disegni di legge relativi ai DICO (diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) e PACS (patto civile di solidarietà), ma non sono stati approvati.

Tuttavia alcuni aspetti del rapporto sono stati regolati da leggi speciali e dalla giurisprudenza.

Un esempio riguarda il contratto di affitto della casa comune (cioè adibita alla convivenza della coppia). Nel caso di morte di uno dei conviventi, la Corte Costituzionale (sentenza n. 404/1988) ha stabilito che il coniuge del deceduto subentra nel contratto di locazione della casa comune, e la Corte di Cassazione ha esteso questo diritto anche al convivente non sposato, purchè al momento della morte del titolare del contratto perdurasse ancora il rapporto di convivenza.

Inoltre, ancora la Cassazione, ha riconosciuto al convivente non sposato il diritto a subentrare nell'assegnazione di un alloggio dell'edilizia residenziale pubblica (casa popolare) in caso di morte del convivente assegnatario, purchè, anche in questo caso, al momento del decesso il rapporto di convivenza fosse ancora in essere.

L'art. 4 D.p.R. 223 del 1989 riconosce come famiglia anagrafica non solo quella fondata sul matrimonio o su vincoli di parentela, affintà, adozione, affiliazione ma anche quella fondata su legami affettivi, quindi anche quella dei conviventi di fatto. Da ciò consegue la possibilità per i conviventi di esercitare alcuni diritti: ad esempio l'art. 199 del codice di procedura penale estende anche al convivente la facoltà di non fare deposizioni in giudizio nel quale è imputato l'altro menbro della coppia; quali lavoratori, inoltre, potranno beneficiare dei permessi retribuiti in caso di decesso o altra grave infermità del convivente, etc..